Vacanze Astigiane - 25 giugno 2026, 18:24

Vacanze Astigiane tra barbatelle e cantine

Oggi, prendendo spunto da uno dei temi fotografici della mostra “MioAstigiano”, invito a supportare la contingente crisi del settore enologico girando per enoteche e cantine

Foto Anna Maria Cagli per MioAstigiano

Foto Anna Maria Cagli per MioAstigiano

Domenica prossima, 28 giugno, termina la mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro", fortunata esposizione di costruttivi scatti degli amici della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti, che ancora vi aspetta domani, venerdì, nel pomeriggio, sabato e domenica, mattina e pomeriggio.

I ventiquattro temi di ripresa sono stati e sono inviti ad apprezzare dal vivo quanto rimirato al Museo Diocesano di Asti. Inviti che non finiscono di certo col finire dell'esposizione. Inviti come quello di Anna Maria Cagli ad apprezzare la grande passione, l’impegnativa sequenza produttiva e le infinite ore di lavoro che sono all’origine di un bicchiere di vino. Anna Maria ha titolato il suo racconto per immagini "Dalle barbatelle alla cantina", sunto e sostanza di un settore agricolo d'alta importanza per l'Astigiano che proprio in questi giorni sta rendendosi conto di vivere una stagione non certo facile.

Immagini che invitano a vivere quanto ripreso, per dare senso a quel Patrimonio Immateriale Unesco che onora colline, vigne e viticoltori di diversi areali dell’Astigiano. In giro tra geometrie d’impianti, persone, cantine ed enoteche, più consapevoli di una sequenza produttiva che, prima di vedere uva aspetta anni, prima di trovare piaceri per il palato aspetta stagioni, con tutte le infinite variabili, sempre più impazzite, della natura. Non è certo facile proporre un solo itinerario da fine settimana in questo mondo, per la varietà di luoghi, di vitigni, di viticoltori e di cantine presenti dalle nostre parti. Pare nella vita ci siano scelte da fare ben più impegnative e quindi ecco la mia proposta di mini tour in tre posti del vino, dove acquistarne qualche cassa, così da incidere positivamente anche voi su un settore in eccesso produttivo che ogni giorno di più si confronta con drastici cali di consumo. Settore che comunque confido stia facendosi un serio esame di coscienza a botte di fondamentali di marketing come prodotto, prezzo e promozione.

In attesa, veniamo alle cantine, ad Albugnano, Casorzo, e Castelnuovo Calcea. Cominciando da nord, vi aspetta un vitigno antico e distintivo, un nebbiolo unico, frutto di una produzione di nicchia che deriva dai migliori versanti collinari di quattro comuni, una DOC avvolgente e colta, l’Albugnano. Vino da provare, anche e assolutamente, nella sua versione Superiore, presso l’Enoteca Regionale di Albugnano. Inaugurata nel 2022 in un palazzotto di fascino, ex scuola del paese, è il posto migliore per cogliere il valore di un grande prodotto di territorio. Scuola Elementare la cui creazione si deve alla nobildonna Camilla Serafino, conosciuta da tutti come Tota Camilla. Aperta nel 1931, ha contribuito non poco a migliorare lo sviluppo sociale ed economico del paese. Qualche anno prima Tota Camilla aveva donato alla Regia Accademia di Agricoltura di Torino un’altra sua importante proprietà composta da gran parte degli edifici che formano la Canonica di Vezzolano, compreso il chiostro, e i beni fondiari pertinenti. Posto imperdibile, a poca distanza dai vini di Albugnano.

Seconda tappa di piacere alla Cantina di Casorzo, preziosa realtà cooperativa nata nella seconda metà degli anni ‘50. Una delle realtà piemontesi più conosciute nel settore vitivinicolo, soprattutto per il suo vino dolce Malvasia di Casorzo DOC. Il borgo che le sta attorno è arroccato sulla sommità del colle dominato dalla chiesa settecentesca di San Vincenzo, costruita in sostituzione di quella più antica, Santa Maria di Piazza. Nel girarlo, non perdetevi la sontuosa chiesa di San Giorgio e della Madonna delle Grazie, che sorge su un’altura alle porte del paese, i cui interni sono stati appena restaurati. Le prime notizie sull’edificio risalgono al 1298, oggi si presenta come complesso monumentale composto dall'originale somma di parti dell'antica costruzione romanica e dall'ottocentesco pronao a pianta circolare. Non perdetevi grazia ed estetica del ritrovato fulgore di un tempo, con una visita che diventi occasione per scoprire anche la pletora di incisioni, vecchie anche di seicento anni, presenti sulla sua parete meridionale. Annotazioni che riportano avvenimenti significativi per la comunità ad opera di anonimi cronisti, trasformando la chiesa in “chiesa giornale”.

Per chiudere ci spostiamo alla Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli di Castelnuovo Calcea. Un luogo da frequentare spesso, nel cuore della Barbera, con la Barbera nel cuore. Cantina assai vivace e fortemente orientata all’accoglienza con punta dell’iceberg l’Aperivino, ogni venerdì dalle 18 alle 21, tra bicchieri, calici e uno sfizioso buffet di territorio. Il vero punto di forza, tanto da motivare il nome del posto, Centro Enoturistico Il Risveglio del Ceppo, è senza dubbio il museo “L’Anima del Vino”, racconto che unisce storia, vino, arte, al rapporto tra le donne e gli uomini delle nostre colline con la natura, l’ambiente e il paesaggio. Al centro del percorso le creazioni di Ezio Ferraris, ricavate da antichi ceppi di viti estirpate per contenere la calamità della filossera. 

Davide Palazzetti


Quando vieni ad Asti non perderti:
- La Torre Comentina e la boutique di eccellenze enogastronomiche Tomedo: https://www.tomedo.it
- Tenuta Il Capitolo, antica dimora di fine 800, azienda agricola e location per eventi : https://www.tenutailcapitolo.it
- Complesso di San Pietro, a due passi dalla sede di Mangiaben con il suo e-commerce: https://www.mangiaben.com

Vuoi essere inserito nella lista dei luoghi astigiani da non perdere? Scrivi a info@lavocediasti.it

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU