A cinquant'anni dalla scomparsa, il ricordo di Maria Letizia Galeazzi, per tutti "Cilla", è più vivo che mai. Domenica 5 luglio a Montemagno d'Asti si terrà una giornata di amicizia e testimonianze per celebrare la figura di questa ragazzina non ancora quindicenne che, con la sua breve ma intensa esperienza di fede, ha segnato la storia di Comunione e Liberazione e ispirato la nascita di un'associazione che da 45 anni accoglie chi ha bisogno.
"La presenza viva di Cristo, che accade oggi nella comunità ecclesiale": questa affermazione, che caratterizza il carisma di Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, trova piena incarnazione nella vicenda di Cilla. "Suscita tenerezza e meraviglia constatare che questa presenza viva, accolta nella propria vita, sia stata l'origine e la sostanza della storia di una ragazzina non ancora quindicenne che, cinquant'anni fa, moriva in un incidente stradale", si legge nel comunicato. Una disgrazia, non si poteva definirla altrimenti, che misteriosamente divenne "grazia" per migliaia di persone, un popolo.
Come rileva don Primo Soldi, la morte di Cilla "svelò al mondo ciò che era accaduto a lei e alla sua cerchia di amici, rendendo universale la sua esperienza: la percezione della presenza viva di Cristo nell'incontro con giovani cristiani".
La lettera di Cilla: "La libertà inizia quando ci si sente amati"
Profondamente toccante è una lettera che Cilla scrisse a un amico, in cui racconta la sua esperienza di fede: "Non penso proprio più che potrei vivere senza la comunità di Cl, per quanto scalcagnata possa essere... Questi tre giorni (riferendosi al triduo pasquale vissuto con altri suoi coetanei di Gioventù Studentesca), mi hanno fatto parlare con Gesù, ma veramente io e Lui. Fino a quel momento non sapevo che cosa volesse dire piangere di gioia, parlare con le lacrime; e questo è un altro grosso dono: è una sensibilità nuova, per cui ogni giorno il mio Signore è una novità, che mi riempie il cuore di tanta voglia di essere cosa Sua. La mia libertà, la nostra, inizia quando ci si sente amati, quando si ha la sicurezza di un amore grande e gratuito, un punto fermo nella nostra vita, nel nostro cuore".

Il nuovo libro e l'Associazione Cilla
Proprio per riproporre questa esperienza come possibile a chiunque, soprattutto ai giovani, è uscito in questi giorni il nuovo libro "Cilla: quando qualcosa di più grande entra nella vita di tutti i giorni" (Rubbettino editore). Il volume raccoglie il testo scritto nel 1977 da Primo Soldi «Cilla, la libertà di sentirsi amati» (Gribaudi), insieme a pagine di altre pubblicazioni che raccontano la storia di conversione dei suoi genitori, Rino ed Elsa, di suo fratello Cicco e di sua sorella Chicca, la loro amicizia con don Luigi Giussani e le testimonianze degli amici che vissero con lei, fino alla nascita dell'Associazione Cilla, realtà che quest'anno festeggia 45 anni di attività. Nata per soccorrere persone bisognose di ospitalità fuori dalla propria casa quando accompagnano famigliari per sottoporsi a cure mediche e interventi chirurgici, l'associazione conta oggi numerose case di accoglienza. Il libro è stato presentato a maggio al Sermig di Torino, a cui seguono nel mese di giugno altre presentazioni in città italiane.
Il programma della giornata a Montemagno
Il programma della giornata a Montemagno si svilupperà a partire dalle 9:30 con l'accoglienza dei partecipanti presso l'oratorio in via San Giovanni Bosco; alle 11:15 la Messa nella chiesa parrocchiale di San Martino; alle 13 il pranzo; alle 15il pomeriggio di canti e testimonianze; alle 17 il pellegrinaggio alla tomba di Cilla presso il camposanto del paese. Durante la giornata sarà allestito un banchetto dove acquistare i libri su Cilla.





