Le elevate temperature registrate nelle ultime settimane riaccendono con forza il dibattito sulla necessità di adeguare rapidamente il tessuto urbano ai cambiamenti climatici, rimettendo al centro dell'agenda politica la gestione e la trasformazione degli spazi pubblici più esposti all'afa. Una riflessione che, secondo la minoranza consiliare, assume una precisa connotazione non solo ambientale ma anche di carattere sociale, andando a colpire in modo particolare i cittadini più fragili ed economicamente svantaggiati che necessitano di luoghi freschi e accessibili durante le ondate di calore. Per questo motivo i consiglieri comunali Mauro Bosia, Vittoria Briccarello (Uniti si può), Mario Malandrone (Ambiente Asti) e Gianfranco Miroglio (Europa verde) hanno presentato un'interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata al sindaco e alla giunta.
I fondi regionali e il nodo della depavimentazione
Al centro del documento depositato dagli esponenti dell'opposizione vi è il consistente contributo economico assegnato dalla Regione Piemonte al Comune di Asti, pari a due milioni 120mila euro, destinato specificamente alla realizzazione del progetto Connessione verde. Si tratta di un finanziamento cospicuo, volto a incrementare la forestazione urbana e a sviluppare una vera e propria connessione ecologica tra i diversi spazi verdi della città. I firmatari intendono fare luce sulle reali intenzioni dell'amministrazione, chiedendo: "Quali siano gli interventi previsti nell'ambito del progetto Connessione verde, secondo quale cronoprogramma verranno realizzati, secondo quali criteri siano state individuate le aree interessate".
L'atto ispettivo richiama inoltre gli importanti stimoli emersi nel corso di una recente conferenza promossa dall'Ordine degli architetti, durante la quale era stata rimarcata l'efficacia delle tecniche di depavimentazione e de-impermeabilizzazione degli spazi urbani quale strumento cruciale per ridurre le isole di calore e rendere più vivibili i centri abitati. I consiglieri interrogano la giunta per sapere se intenda sfruttare l'occasione di questo bando per rimuovere l'asfalto o il cemento in eccesso, aumentando la superficie permeabile, e se esista: "Un piano organico comunale di adattamento alla crisi climatica che preveda un progressivo aumento delle aree verdi, delle alberature e della copertura arborea cittadina".
La proposta dei rifugi climatici
Un'altra richiesta concreta inserita nell'interrogazione riguarda l'istituzione e la valorizzazione di appositi rifugi climatici, intesi come spazi pubblici condizionati, gratuiti e facilmente accessibili in cui le persone possano trovare riparo nei momenti di maggior picco termico, con una particolare attenzione ai quartieri periferici e strutturalmente più esposti.
Il dito della minoranza viene poi puntato contro la pianificazione urbanistica a lungo termine e contro alcune recenti posizioni emerse nel dibattito politico locale. I richiedenti chiedono di sapere con quali misure il nuovo piano regolatore intenda recepire l'emergenza climatica, esprimendo forte preoccupazione per l'indirizzo generale: "Anche considerato che nell'ultimo consiglio l'assessora all'Urbanistica ha dichiarato che se un'area verde è piccola tanto vale toglierla".
L'istanza si conclude chiedendo alla giunta se vi sia l'intenzione di partecipare a ulteriori bandi europei o nazionali dedicati alla rigenerazione ambientale e se, nei futuri interventi di riqualificazione, il principio della progressiva riduzione delle superfici asfaltate verrà finalmente adottato come priorità strategica per la tutela della salute pubblica.





