Attualità - 30 giugno 2026, 06:36

Dissesto idrogeologico, dalla Regione Piemonte un piano da oltre 27,8 milioni per la sicurezza del territorio

Quindici interventi in tutto il Piemonte tra opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti e rilocalizzazione degli edifici nelle aree più a rischio. Gabusi: “Investire nella prevenzione significa proteggere cittadini, imprese e infrastrutture”

Marco Gabusi

Marco Gabusi

La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27,8 milioni di euro.

Il piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, prevede 15 interventi distribuiti su tutto il territorio piemontese e punta a rafforzare la sicurezza del territorio attraverso opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici situati nelle aree più esposte al rischio.

Tra gli interventi di maggiore rilievo figurano l’adeguamento del fiume Dora Riparia a Torino (3,8 milioni di euro), la realizzazione dell’opera di difesa della SP147 a Carrega Ligure (4,985 milioni), la messa in sicurezza del fronte franoso di Mongrando (3,815 milioni), la sistemazione idraulica del torrente Stronetta a Gravellona Toce (3,779 milioni), quella del torrente Chiobbia a Piedicavallo (3,46 milioni) e l’adeguamento dell’argine sinistro del Po a Verrua Savoia (3,061 milioni). Previsti inoltre interventi a Savigliano, Volpeglino, Camburzano, Varallo, Sant’Ambrogio di Torino e Arquata Scrivia.

Particolare attenzione è riservata ai quattro interventi di rilocalizzazione “win-win”, che interesseranno Trasquera, Clavesana, Sant’Ambrogio di Torino e Arquata Scrivia. L’obiettivo è trasferire gli edifici più esposti al rischio idraulico e idrogeologico, eliminando in modo definitivo situazioni di pericolo, riducendo i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituendo spazio ai corsi d’acqua, con benefici sia per la sicurezza dei cittadini sia per l’ambiente.

“Con questa proposta confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi. “Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici”.

Secondo Gabusi, accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e consolidamento dei versanti, la Regione ha scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che “consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti”. Un approccio che, ha aggiunto, rappresenta “un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico”, con un’attenzione particolare alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche.

L’assessore ha infine espresso fiducia nell’esito dell’iter ministeriale: “Abbiamo presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori”.


 

Redazione

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