Un fenomeno che non accenna a placarsi, ma che ha bisogno di misure forti. Il gioco d’azzardo patologico (quello che diventa una malattia) vede il Piemonte contare sempre più vittime, così come nel resto d’Italia. E l’avvento delle formule online contribuiscono ad alimentare l’incendio.
Settore in espansione
Ecco perché le opposizioni in Consiglio regionale chiedono in coro (dal Pd ad AVS, passando per M5s e IV) una nuova norma che ponga un freno. “Non ci sono settori che sono cresciuti così tanto tra il 2024 e il 2025, nemmeno l’hi-tech o le batterie - dice Domenico Rossi, segretario regionale del Pd - E lo Stato, nel frattempo, non ha guadagnato molto di più, in proporzione”.
“Si deve regolare un fenomeno che sta diventando di massa, con problemi di indebitamento, sanitari e di dipendenza. In Piemonte sono stati spesi quasi 10 miliardi solo nel 2025 in gioco d’azzardo”, conclude Rossi.
Torino svetta
Tra le province, Torino svetta con 5,350 miliardi. Seguono Cuneo con poco più di un miliardo, poco meno Alessandria, quindi Novara, Asti (444 milioni), Vco, Vercelli e Biella (317 milioni). “Per questo chiediamo alla Giunta di adottare nuove norme: siamo disponibili a lavorare a un testo unico per il bene dei piemontesi come già fatto nel 2016”.
Il precedente del 2016
“All’epoca anche l’attuale maggioranza votò a favore - ricorda Gianna Pentenero, capogruppo Pd in Regione - ma fu poi abrogata dalla prima Giunta Cirio. E questo ci porta ai numeri drammatici di oggi. Le norme sono fondamentali e sfidiamo la maggioranza con due proposte di legge (che potrebbero essere unificate, ndr): i numeri sono numeri e non si può non riconoscerli, assumendosi la responsabilità”.
Giovani e fragili

“Il gioco d’azzardo colpisce soprattutto giovani e fragili - dice Sarah Disabato, capogruppo M5S - e dobbiamo riportare le tutele ai livelli del 2016. La legge non solo è stata cambiata, ma quella del 2021 è stata anche disattesa”.
E Alice Ravinale, capogruppo AVS, aggiunge: “La scelta politica del centrodestra fa male alle persone e nonostante le promesse fatte dallo stesso vicepresidente Marrone. Non sta succedendo nulla, dopo gli impegni. Su questo tema si va a schiantare la propaganda sulla sicurezza e sulla legalità del centrodestra: il gioco d’azzardo è il canale con cui la criminalità organizzata si infila più facilmente, anche per quanto riguarda l’usura”.
“Sicurezza, ordine pubblico e responsabilità delle istituzioni - conclude Vittoria Nallo di Italia Viva - siamo di fronte a un dover che tocca da vicino le nostre famiglie e i nostri giovani. Bisogna ascoltare associazioni e società civile”.
Una rete di 40 associazioni
E proprio Libera, a nome della rete di 40 associazioni che si impegna nella lotta al gioco d’azzardo, ricorda come siano state raccolte 12mila firme per una proposta di legge popolare. “Tutelare cittadini e cittadine è importante, mentre la nostra proposta di legge è stata bocciata i pochi minuti”, dice Maria José Fava. “Servono paletti e regole per limitare un’offerta che finisce sempre per stimolare la domanda, anche se sappiamo che servirebbe una legge quadro su scala nazionale”.





