Dopo anni di crescita, il Nizza DOCG diventa Consorzio attraverso il decreto del Ministero dell'Agricoltura, ottenendo così un ulteriore riconoscimento da quando, nel 2002, era nata l’associazione Produttori del Nizza, ente di tutela ora dotato di funzioni erga omnes, impegnato a promuovere e valorizzare l’intera denominazione. Un viaggio che ha messo le proprie radici 26 anni fa, quando il Nizza era una sottozona della Barbera d’Asti Superiore, passando per la denominazione Nizza DOCG del 2014, fino a oggi, con 97 cantine socie.
“Questo traguardo corona il sogno di un'associazione nata quasi venticinque anni fa, ma con radici profondissime e una comunità di produttori fortemente coesa - ha dichiarato il presidente Stefano Chiarlo durante la conferenza di presentazione - Il nostro primo ringraziamento va alle istituzioni per il costante supporto ricevuto, ma il grazie più grande è rivolto ai produttori: a chi ha creduto nel progetto fin dal primo giorno e a tutti coloro che hanno scelto di unirsi a noi nel corso degli anni. Il Consorzio del Nizza DOCG rappresenta una tappa fondamentale di un percorso di crescita e ambizione di cui siamo profondamente orgogliosi. Il nostro primo obiettivo sarà quello di preservare lo spirito che ha sempre contraddistinto l'Associazione Produttori del Nizza: non essere soltanto un ente di tutela della denominazione, ma un luogo di confronto e di crescita per i produttori e uno strumento di valorizzazione dell'intero territorio e di tutti gli attori che ne fanno parte”.
Un percorso di eccellenza verso il futuro
I dati del 2025 fanno ben sperare: circa 1 milione di bottiglie vendute per un giro d’affari complessivo di 30 milioni di euro, di questi, il 55% deriva dall’estero, con 40 mercati raggiunti, tra cui Svizzera, Nord Europa, Regno Unito e Nord America.

Con 18 comuni selezionati nel cuore dell’UNESCO, il Consorzio non intende fermarsi, valutando ancora 720 ettari potenzialmente rivendicabili. Per il presidente Chiarlo, affiancato dai vicepresidenti Gianni Bertolino della Tenuta Olim Bauda, e Daniele Chiappone dell’azienda Erede di Chiappone Armando, insieme al consiglio di amministrazione, l'obiettivo è quello di raggiungere una produzione tra 4,5 e 5 milioni di bottiglie.

(Stefano Chiarlo - ph. Andrea Pesce)
“Vogliamo farlo mantenendo intatta la nostra identità e coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende che scelgono di investire nel territorio - ha sottolineato Chiarlo - Ci proponiamo come un Consorzio inclusivo, aperto a chiunque condivida la nostra visione. Il nostro impegno sarà sempre quello di custodire, promuovere e raccontare al mondo l'anima del Nizza DOCG: il legame indissolubile tra il vino, la terra e le persone che ogni giorno la vivono”.





