Un tetto squarciato, le tegole precipitate in strada. È la denuncia che arriva da Vittoria Briccarello, esponente di Uniti Si Può, che punta il dito sullo stato di abbandono della Casa dei Della Rovere, edificio medievale di valore architettonico e storico situato in pieno centro ad Asti.
L’immobile, caratterizzato da entrata ogivale e finestre bifore, appartiene – stando a quanto riferito – a un ente ecclesiastico. Ma né la proprietà né il Comune, accusa Briccarello, sembrano in grado di assicurarne la conservazione. Le recenti trombe d’aria hanno dato il colpo di grazia: il tetto è parzialmente collassato, riversando materiale sulla carreggiata comunale e proprio davanti all’accesso del centro ragazzi, un’area quotidianamente frequentata.
“Lo stato di precarietà dell’edificio è lampante, la pericolosità dello stesso anche, la strada continua però a essere aperta e frequentata da auto e pedoni e, su essa, si accumulano le tegole precipitate dall’alto. A nessuno pare venir in mente di collocare quanto meno un cartello di avvertimento”, scrive Briccarello, sottolineando come la competenza sulle modifiche alla viabilità sia in capo all’assessore Giacomini.
“Un cumulo di tegole in piazza San Secondo avrebbe fatto più rumore”
Ma il problema, secondo Uniti Si Può, non si esaurisce con una delega mancata. La critica si allarga all’intera squadra di governo cittadino, a partire da una domanda che suona come un j’accuse: “Vogliamo davvero caricare sulle spalle dell’assessore tutta la responsabilità? Non vorremmo fare lo stesso errore che ha fatto il Sindaco assegnandoli tutte le deleghe in cui lui deve raccapezzarsi.”
E così la lista degli assenti illustri si allunga. “Dov’è l’assessore Canderalesi alla Cultura, che degli edifici di valore culturale dovrebbe prendersi cura? È consapevole del collasso di una delle residenze di una famiglia che ha fatto davvero la storia ecclesiastica del nostro paese?”. E ancora: “Dov’è l’assessore Morra ai Lavori Pubblici? Se non si tratta di bene comunale l’intercessione politica viene meno?”. Fino ad arrivare all’assessore all’Urbanistica Amasio (“L’ennesimo vuoto urbano in quale area strategica rientra?”) e a quello al Decoro Galvagno: “Certo, un cumulo di tegole in piazza San Secondo avrebbe fatto più rumore.”








