Economia e lavoro - 08 luglio 2026, 14:45

Confcooperative Piemonte e CISL Piemonte: “Serve un progetto condiviso per lo sviluppo del Piemonte”

Il Consiglio regionale di Confcooperative Piemonte, riunito alla Casa della Cooperazione di Torino con la partecipazione del segretario generale di CISL Piemonte Luca Caretti, rilancia la necessità di un tavolo regionale permanente tra istituzioni, imprese, lavoro, università e corpi intermedi per costruire una visione comune sul futuro del territorio

Confcooperative Piemonte e CISL Piemonte: “Serve un progetto condiviso per lo sviluppo del Piemonte”

Superare la logica dell’emergenza e aprire una nuova fase di confronto politico, economico e sociale sul futuro del Piemonte. È il messaggio condiviso emerso dal Consiglio regionale di Confcooperative Piemonte, che si è svolto lunedì 6 luglio presso la Casa della Cooperazione di Torino, con la partecipazione del segretario generale di CISL Piemonte, Luca Caretti.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto importante alla luce della stagione assembleare appena conclusa da Confcooperative Piemonte e del dialogo avviato con CISL Piemonte, anche a seguito della festa della CISL “Un’idea di futuro”, alla quale aveva preso parte il presidente regionale di Confcooperative Piemonte, Tino Cornaglia.

Al centro della discussione, la necessità di costruire un progetto condiviso di sviluppo regionale, capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanze del mondo imprenditoriale, organizzazioni sindacali, università, forze sociali e politica. Una proposta che nasce dalla consapevolezza che le grandi trasformazioni che attraversano il Piemonte non possono più essere affrontate soltanto attraverso risposte settoriali o emergenziali.

“È arrivato il momento di alzare il livello del confronto – ha dichiarato Luca Caretti, segretario generale di CISL Piemonte –. Torino e il Piemonte hanno vissuto e stanno vivendo crisi importanti in settori decisivi. Finora, davanti ai problemi più complessi che hanno riguardato imprese e lavoratori, spesso ci si è seduti a tavoli diversi. Oggi, invece, dobbiamo avere il coraggio di sederci insieme”.

Per Caretti, il Piemonte deve uscire da una dinamica fondata sulla gestione continua delle urgenze e aprire una fase nuova, orientata alla prospettiva. “Non possiamo continuare a ragionare solo in termini di emergenza. Le emergenze vanno affrontate, ma dentro una visione più ampia. Serve un luogo stabile di confronto, e quel luogo non può che essere la Regione. Un tavolo partecipato, in cui istituzioni, impresa, lavoro, università e corpi intermedi possano contribuire a definire un progetto di sviluppo per il Piemonte”.

Una linea condivisa da Confcooperative Piemonte, che rivendica il ruolo della cooperazione come soggetto economico e sociale in grado di portare al confronto regionale un punto di vista radicato nei territori, nelle comunità e nei servizi essenziali.

“Le nostre imprese hanno un ruolo insostituibile – ha sottolineato Tino Cornaglia, presidente di Confcooperative Piemonte –. La cooperazione vive ogni giorno dentro i territori, conosce i bisogni delle persone, delle comunità e delle filiere produttive. Per questo possiamo e dobbiamo dire la nostra su un progetto di sviluppo del Piemonte per i prossimi anni”.

Secondo Cornaglia, la costruzione di un tavolo condiviso rappresenta un passaggio necessario, a condizione che sia orientato a risultati concreti. “È importante coinvolgere tutti i soggetti che possono contribuire a una visione comune, a partire dalle università. Credo che anche la politica abbia bisogno di interlocutori capaci di affiancarla, non per sostituirsi alle sue responsabilità, ma per aiutarla a tenere insieme letture diverse, competenze e priorità. Dobbiamo chiederci come indirizzare le risorse verso scelte che producano valore, lavoro, coesione e sviluppo per il territorio”.

Dal confronto è emersa anche la necessità di valorizzare i settori di eccellenza del Piemonte all’interno di un percorso unitario, capace di affrontare le trasformazioni dei modelli organizzativi, il rapporto tra sviluppo e lavoro, la tenuta del welfare territoriale e l’utilizzo strategico delle risorse disponibili.

Confcooperative Piemonte e CISL Piemonte condividono dunque la necessità di aprire una nuova stagione di responsabilità collettiva. Il Piemonte ha bisogno di una visione che sappia tenere insieme impresa e lavoro, crescita economica e giustizia sociale, innovazione e welfare, competitività e coesione territoriale.

Le sfide dei prossimi anni richiedono un sistema regionale maturo, in cui corpi intermedi, rappresentanze sociali, mondo produttivo e istituzioni collaborino alla costruzione di un progetto comune.

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