“Canelli è entrata nella cordata che ha sostenuto il progetto di Alba Capitale Italiana dell'arte contemporanea 2027”. Con questo annuncio, lo scorso ottobre, la sindaca Roberta Giovine aveva comunicato l’importante collaborazione culturale che ha legato la città ad Alba Capitale dell’Arte Contemporanea.
Dal lavoro di questi mesi, è arrivata in città Pluriversal Recapturings (Riconquiste pluriversali), l’opera di arte pubblica site-specific realizzata dall’artista brasiliana Maria Thereza Alves, che sarà presentata al pubblico questo sabato 11 luglio, alle 18, presso il teatro della Moncalvina, ufficializzando un nuovo capitolo della storia culturale della città, decisa a creare e rafforzare i legami con tutto il territorio: “Frutto della collaborazione dell’amministrazione e dei tecnici comunali con gli altri enti, nonché della ferma risoluzione degli uffici della Regione Piemonte, l’opera di Maria Thereza Alves porta alla nostra comunità un respiro nuovo, un’altra prospettiva di futuro a partire dalla nostra identità e dalla nostra realtà di oggi. Canelli è Unesco per ciò che già è. L’opera si integra con noi ed esalta ciò che già siamo”, ha spiegato la sindaca.

L’ecologia politica di Maria Thereza Alves
L'artista, figura di spicco della ricerca contemporanea sui temi dell'ecologia politica e della memoria, ha sviluppato il progetto attraverso un profondo ascolto del territorio e delle comunità locali. Per Alves, il paesaggio non è un'immagine statica da cartolina, ma un sistema di relazioni tra esseri umani e non umani. La sua ricerca punta a superare le distinzioni tra ambiente urbano e naturale, proponendo il territorio come spazio comune di coesistenza.
“L’arte contemporanea è un linguaggio universale che dialoga con un sistema preciso di luoghi, relazioni e tempi e, soprattutto, con gli occhi di chi la guarda. Non è un caso se abbiamo voluto celebrare con un’opera permanente e site specific i dieci anni del riconoscimento a Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco dei nostri Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte - ha evidenziato anche Bruno Bertero, direttore dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato - Il fatto che l’opera veicoli i valori della sostenibilità ambientale, della responsabilità condivisa e del dialogo equilibrato tra uomo e ambiente costituisce un importante valore comunicativo”.

(Francesco Manacorda con Maria Thereza Alves)
Un’opera viva tra mattoni e biodiversità
Il progetto, curato dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, non è un semplice monumento, ma un organismo vivo, mutevole e in continua evoluzione. L'opera si compone di una struttura muraria realizzata in mattoni e pietra da cantoni, studiata per favorire il microclima ideale per diverse specie animali e vegetali. Attorno ad essa, un giardino a geometria circolare, progettato in collaborazione con ecoLogicStudio, ospita piante autoctone destinate a crescere e trasformare il sito nel tempo.
Come sottolineato dal direttore del Castello di Rivoli, Francesco Manacorda, tra qualche anno la costruzione sarà interamente ricoperta dalla biodiversità locale, rendendo l’inaugurazione futura un vero e proprio "compleanno" di un'opera in continua metamorfosi.

“L’opera di Maria Thereza Alves è comparabile a un tessuto connettivo tra il territorio percepito come urbano, civilizzato e quello percepito come paesaggio naturale - e dunque esterno all’umano - ha raccontato Manacorda - Il muro, come anche il giardino, non solo promuovono la biodiversità, ma visualizzano come tali distinzioni siano irrilevanti in una concezione ecosistemica del mondo dove il benessere delle specie non-umane ha un diretto effetto su tutti gli elementi del sistema, inclusi quelli umani. Tale compenetrazione fa sì che nell’opera lo spazio urbano non sia più una soglia quanto un territorio comune per la coesistenza”.
L'opera rimarrà come segno permanente nel paesaggio di Canelli, impronta di un ecosistema che respira, vive e si trasforma.





