Sanità - 09 luglio 2026, 09:40

Infermieri impegnati come sussidiari nei reparti, il duro atto d'accusa di Nursing Up

La mancanza di personale di supporto nei turni notturni costringerebbe i professionisti sanitari a sottrarre tempo prezioso ai pazienti

Immagine d'archivio di un gazebo del Nursing Up

Immagine d'archivio di un gazebo del Nursing Up

Il modello organizzativo della sanità piemontese torna al centro del dibattito a causa della pesante carenza di operatori socio-sanitari durante i turni notturni. Il caso più recente si è registrato all'Asl di Asti, dove la mancanza di figure di supporto ha costretto gli infermieri a farsi carico di mansioni secondarie, sottraendo tempo prezioso all'assistenza clinica specialistica per la quale sono stati formati.

La denuncia arriva da Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta, che da mesi evidenzia come il sotto organico cronico e l'assenza di personale di supporto siano due facce della stessa medaglia. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una criticità strutturale che grava sui professionisti, sovraccaricati di responsabilità senza un adeguato rinforzo delle piante organiche.

"Quando un infermiere è costretto a svolgere attività che potrebbero essere affidate ad altre figure non perde solo il professionista, ma lo perde soprattutto il cittadino", dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta. "Ogni minuto sottratto all'assistenza clinica, alla valutazione del paziente e alla presa in carico rappresenta un impoverimento della qualità delle cure".

La situazione critica del territorio astigiano era già stata sottoposta ai vertici aziendali dal sindacato, nel tentativo di mitigare i disagi quotidiani vissuti nei reparti.

"Le problematiche emerse in questi giorni non ci sorprendono, perché sono temi che avevamo già segnalato nei confronti con la Direzione", afferma Enrico Mirisola, segretario provinciale di Nursing Up Asti. "Il nostro obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma individuare soluzioni concrete. Per questo ribadiamo la piena disponibilità a collaborare con la Direzione Strategica".

Secondo la sigla sindacale, l'emergenza non può essere risolta semplicemente aumentando il numero di assistenti nelle ore notturne. È indispensabile un piano complessivo di rafforzamento degli organici e una profonda revisione dell'organizzazione del lavoro che restituisca a ciascuna figura il proprio ruolo naturale.

"Da tempo chiediamo investimenti concreti sul personale, perché il demansionamento è la conseguenza di una programmazione insufficiente", prosegue Delli Carri, ricordando i frequenti tavoli di confronto avviati con i vertici regionali: "Continuare a tamponare le emergenze non è più sostenibile. Servono assunzioni, modelli organizzativi moderni e il coraggio di affrontare finalmente il problema in modo strutturale".

Nursing Up ha infine confermato la propria apertura al dialogo sia con la Regione Piemonte sia con le singole aziende sanitarie, con l'obiettivo di trasformare le segnalazioni dei lavoratori in interventi rapidi e concreti capaci di garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dei professionisti.

Redazione

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