Attualità - 12 luglio 2026, 07:00

L'Italia boccheggia per il caldo e la morsa dell'afa non molla la presa

Secondo le analisi del meteorologo Luca Lombroso, le temperature rimarranno sopra la media per settimane, colpendo duramente anche il Piemonte

L'Italia boccheggia per il caldo e la morsa dell'afa non molla la presa

Gli sporadici, ma purtroppo violenti, temporali delle ultime settimane si si sono rivelati soltanto una finta tregua per un'estate 2026 che ha già vissuto tre importanti picchi termici tra maggio e fine giugno. L'intera penisola boccheggia per il caldo ormai da settimane, con le temperature che si mantengono stabilmente sopra i 30 gradi da oltre un mese e frequenti balzi verso l'alto. Questo scenario conferma il consolidamento di una vera e propria normalità permanente. Secondo una ricerca del portale Meteored Italia, basata sulle analisi del meteorologo Luca Lombroso, il fenomeno a cui stiamo assistendo richiede una precisione terminologica che va oltre il linguaggio comune.

Mentre a livello giornalistico si parla spesso di ondata di caldo, le organizzazioni internazionali come il Wmo (Organizzazione meteorologica mondiale) preferiscono la definizione scientifica di onda di calore. Con questo termine si identifica un periodo in cui un eccesso locale di calore si accumula attraverso una successione di giorni e notti insolitamente caldi. "Un'ondata di calore è un periodo durante il quale un eccesso locale di calore si accumula attraverso una successione di giorni e notti insolitamente caldi", spiega Luca Lombroso, evidenziando come l'accumulo termico costante generi impatti critici su salute, infrastrutture, agricoltura e risorse idriche. La soglia oltre la quale si passa al caldo estremo non è fissa, ma dipende dall'adattamento dei territori: in Emilia-Romagna, ad esempio, l'allerta rossa scatta a 40 gradi, ma la vulnerabilità varia da regione a regione.

I dati dell'ultimo mese raccolti da Meteored Italia evidenziano un'anomalia termica marcata soprattutto al Centro-Nord, colpendo in modo significativo anche il Piemonte e l'intera pianura padana. In climatologia si definisce giorno caldo una giornata in cui si superano i 30 gradi. Se quarant'anni fa il settentrione ne contava circa venti all'anno, oggi la media è raddoppiata, registrando picchi storici tra i 70 e gli 80 giorni. Nell'ultimo periodo, le stazioni meteorologiche del Nord, come Milano Linate, hanno registrato massime fisse sopra i 30 gradi da metà giugno con numerosi giorni oltre i 35, una situazione speculare a quella che sta interessando le aree pianeggianti e urbane piemontesi. A Firenze si sono contate persino due settimane consecutive sopra i 35 gradi. In condizioni normali, l'estate prevederebbe il passaggio di fronti freddi capaci di riportare i termometri a livelli più piacevoli, ma l'assenza di queste pause testimonia la persistenza di una fase torrida continua.

Le previsioni a lungo termine tracciate da Lombroso non indicano una rinfrescata immediata. Quella in corso non è una nuova onda di calore, ma il picco acuto di una stagione già rovente. Tra il 16 e il 18 luglio si toccherà l'apice del caldo estremo, con massime intorno ai 40 gradi in Italia e valori superiori nelle aree interne delle isole maggiori. Le proiezioni del modello europeo indicano che le temperature resteranno sopra i 30 gradi per almeno altri 15 giorni, mentre i modelli stagionali confermano il dominio dell'afa per settimane, traghettando la penisola direttamente verso la canicola di inizio agosto, tradizionalmente il periodo più caldo dell'anno.

Redazione

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