L’ondata di caldo estremo che sta attraversando il Piemonte moltiplica le difficoltà e i pericoli per la salute e la sicurezza di chi lavora. Dallo scorso 30 maggio è in vigore l’ordinanza “anti caldo” della Regione Piemonte, destinata in particolare ai settori di edilizia, agricoltura e logistica, che impone limitazioni di orario e suggerisce modifiche dell’organizzazione del lavoro nelle giornate con picchi di calore certificate dal cosiddetto “bollino rosso”.
Tali limitazioni dovrebbero servire a tutelare i lavoratori più fragili, esposti al sole nei campi o per le strade, ma i rischi delle alte temperature riguardano anche altri comparti, dall’industria meccanica all’igiene urbana. Sono già stati registrati in Piemonte e nell’Astigiano i primi casi di infortuni dovuti a colpi di calore, così come sono state inviate segnalazioni di violazioni dell’ordinanza regionale agli organi di vigilanza, senza trovare riscontro.
La denuncia del sindacato
Alessandro Berruti, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale della CGIL di Asti, ha dichiarato: "Il problema dell’ordinanza regionale è vigilare sulla sua corretta applicazione. Sappiamo bene che le carenze di organico rendono difficile per gli organi competenti poter controllare il territorio in queste circostanze, ma è alta la nostra preoccupazione per il rispetto delle norme sulla salute in queste difficili settimane"
Berruti ha poi ricordato che il Dlgs. 81 del 2008, il testo unico sulla sicurezza del lavoro, già imponeva a tutte le aziende di analizzare ogni rischio fisico per i propri lavoratori, incluso il microclima, in modo da rendere le mansioni sostenibili. "Questo, purtroppo, in tante situazioni ancora non avviene o trova risposte improvvisate» ha proseguito il rappresentante sindacale. «Il sindacato è impegnato in questi giorni a chiedere una maggiore tutela per chi lavora nel disagio del caldo, contrattando appunto modifiche di orari, fornitura di acqua o integratori e adeguati dpi"
Il presidio davanti alla Regione
Per richiamare l’attenzione del governo regionale sulle problematiche lavorative legate al caldo estremo, la CGIL piemontese ha indetto un presidio davanti al Palazzo della Regione per giovedì 16 luglio, a Torino. Un’iniziativa che punta a sollecitare interventi concreti e un rafforzamento dei controlli, in una fase in cui le temperature record continuano a mettere a repentaglio la salute di migliaia di lavoratrici e lavoratori.





