Economia e lavoro - 12 luglio 2026, 16:10

Crisi dei call center in Piemonte, il Pd chiede un'informativa urgente

I consiglieri dem sollecitano il presidente Cirio sul tavolo regionale e invocano soluzioni strutturali contro l'impatto dell'intelligenza artificiale

Immagine d'archivio di un precedente presidio torinese per la Konecta

Immagine d'archivio di un precedente presidio torinese per la Konecta

Il futuro del settore delle telecomunicazioni approda nell'aula del Consiglio regionale del Piemonte. Le forze di opposizione, guidate dal Partito Democratico, si preparano a chiedere un'informativa urgente sulla crisi dei call center, un comparto che a livello locale garantisce l'occupazione di circa quattromila persone. La decisione è maturata a margine di un incontro programmatico organizzato a Torino dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc.

Al centro della discussione non ci sono solo le singole emergenze aziendali, ma una vera e propria trasformazione epocale legata alla diffusione dell'intelligenza artificiale. Secondo i rappresentanti dem, il mutamento del mondo del lavoro è talmente profondo da non poter essere gestito con strumenti ordinari o provvedimenti estemporanei.

L'attacco politico si concentra sui ritardi della giunta regionale. I consiglieri ricordano infatti che sono passati due anni e mezzo dall'inizio della crisi Konecta, periodo durante il quale si attende ancora l'istituzione del tavolo regionale sulle telecomunicazioni promesso dall'amministrazione.

"Hanno ragione le organizzazioni sindacali: la crisi necessita di soluzioni strutturali. Vogliamo ricordare al presidente Cirio che attendiamo l'istituzione del tavolo regionale. I sindacati, i lavoratori e le loro famiglie meritano atti concreti, a cominciare da una pressante azione sul governo Meloni", affermano in una nota congiunta il consigliere regionale Alberto Avetta e la capogruppo del Pd Gianna Pentenero.

La richiesta di un'informativa urgente punta a impegnare la Regione in un'azione di pressione diretta verso il governo nazionale, per ottenere tutele mirate in grado di salvaguardare i livelli occupazionali piemontesi di fronte alle sfide tecnologiche e di mercato.

Redazione


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