Asti - 16 luglio 2026, 16:06

Ingrasci "Chi teme le preferenze teme il giudizio dei cittadini"

Riceviamo e pubblichiamo il commento del commissario provinciale UDC sull' approvazione della nuova legge elettorale

Ingrasci "Chi teme le preferenze teme il giudizio dei cittadini"

La votazione sulla proposta di riforma della legge elettorale lascia un profondo rammarico. Più ancora del risultato, colpisce il fragoroso silenzio imposto ai cittadini, ai quali ancora una volta viene negata la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti. A questo silenzio ha fatto da contraltare l'esplosione di entusiasmo del centrosinistra, che ha salutato la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze presentato da FdI, UDC e Noi Moderati quasi fosse stata conquistata una vittoria storica. Una reazione che ha ricordato i festeggiamenti per un titolo mondiale. Peccato che, al momento, l'Italia quel mondiale non lo stia nemmeno giocando.

 C'è ben poco da celebrare quando si impedisce agli elettori di riappropriarsi di una delle prerogative fondamentali della democrazia. Negli ultimi anni gli italiani sono stati progressivamente privati del diritto di scegliere chi li rappresenta. Prima con i listini bloccati per l'elezione del Parlamento, poi con la finta abolizione delle Province, trasformata in realtà in una riforma che ha sottratto ai cittadini il diritto di eleggere direttamente i propri amministratori provinciali. 

Oggi assistiamo a elezioni di secondo grado che sembrano interessare sempre meno anche gli stessi amministratori chiamati a votare. Ad Asti, nell'ultima elezione del Presidente della Provincia, non ha partecipato circa la metà degli aventi diritto. Un sistema che sembra entusiasmare solo pochi "eletti". 

O, per essere più precisi, pochi "nominati". L'esito della votazione è stato determinato anche dai franchi tiratori presenti nel centrodestra. Un comportamento che merita una seria riflessione. È difficile non pensare che qualcuno tema il ritorno al giudizio degli elettori, dopo essere stato per troppo tempo abituato a essere nominato dalle segreterie di partito anziché eletto grazie al consenso popolare. Chi ha costruito un rapporto autentico con il territorio non dovrebbe avere alcun timore del voto. Al contrario, dovrebbe essere il primo sostenitore di una riforma che rafforzi il legame tra eletti ed elettori. La politica continua invece a difendere meccanismi che allontanano i cittadini dalle istituzioni e alimentano quella sfiducia che, elezione dopo elezione, si traduce in un'astensione sempre più elevata.

 Non ci si può lamentare del disinteresse degli italiani e, nello stesso tempo, impedire loro di scegliere realmente chi li rappresenterà in Parlamento. La partita, tuttavia, non è ancora chiusa. Il testo tornerà al Senato e, qualora venissero approvate modifiche, dovrà nuovamente passare all'esame della Camera. Sarà un'altra occasione per dimostrare se il Parlamento intenda restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti oppure continuare a difendere un sistema che, troppo spesso, ha privilegiato i nominati rispetto agli eletti.

 Perché una democrazia è davvero forte solo quando il potere di scegliere appartiene ai cittadini. Chi teme il voto, in fondo, teme il giudizio del popolo sovrano.
 

Franco Ingrasci
Commissario provinciale UDC


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