Il Comune di Asti vanta uno dei territori agricoli più vasti e produttivi dell'intero Piemonte, un mosaico di aziende attive ed eccellenze agroalimentari uniche. Eppure, nel documento di Bilancio comunale, la cifra destinata al settore agricolo si riassumerebbe ancora una volta in una totale assenza di fondi. A sollevare la questione è il gruppo consiliare Ambiente Asti, che punta il dito contro l'indifferenza nel settore, senza usare mezzi termini: "Non si tratta di una svista temporanea, ma di una triste tradizione". E aggiungono: "Una staffetta al ribasso che si tramanda da un'amministrazione all'altra senza soluzione di continuità, nell'indifferenza della classe dirigente". Secondo il gruppo politico, questa mancanza di risorse dimostrerebbe una cronica incapacità di comprendere come l'agricoltura rappresenti la vera spina dorsale economica, ambientale e sociale della comunità astigiana.
La terra brucia e l'emergenza sul campo
L'attacco si fa più stringente analizzando il contesto ambientale. L'azzeramento dei fondi arriva infatti nel pieno di una crisi climatica senza precedenti, segnata da una siccità che strangola i campi e da eventi estremi come grandinate e bombe d'acqua.
Da Ambiente Asti commentano: "Il dato che grida vendetta è che l'azzeramento dei fondi continua nel pieno di una crisi climatica senza precedenti, che sta cambiando la geografia stessa delle nostre colline". Di fronte a un comparto in stato di emergenza strutturale, piegato anche dall'aumento dei costi di produzione, la risposta dell'amministrazione viene definita desolante. Chiosa Mario Malandrone: "Zero uguale zero. Punto e a capo".
Oltre il folklore per salvare il territorio
Il gruppo di minoranza chiede all'amministrazione di superare una visione legata esclusivamente ai grandi eventi cittadini. L'agricoltura astigiana ha bisogno di strategie profonde, strutturate e a lungo termine.
A questo proposito si precisa: "È fondamentale chiarire un equivoco: l'agricoltura di Asti non si riduce ai mercatini a chilometro zero allestiti durante la Douja d'Or, alle sfilate o ai villaggi natalizi". Pur riconoscendo il valore di queste iniziative per la promozione turistica, da Ambiente Asti sottolineano: "Per sostenere davvero il nostro territorio rurale serve un'idea di sistema coerente con la sostenibilità ambientale e con le linee guida europee".
Le proposte: dall'acqua ai fondi europei
Per rilanciare il comparto, sono state elaborate una serie di proposte concrete. Tra queste spicca la gestione idrica, con la creazione di una rete di piccoli invasi per il recupero delle acque piovane, e l'attivazione di sportelli comunali per intercettare i fondi del Piano di sviluppo rurale.
Viene inoltre richiesta la costituzione di un Gruppo di azione locale e la promozione di un Biodistretto, oltre alla valorizzazione delle frazioni astigiane attraverso i prodotti a denominazione comunale. Asti, secondo il gruppo, deve recuperare la propria identità storica tutelando chi lavora la terra ogni giorno.
La riflessione finale della minoranza è amara: "Finora, di fronte alla crisi della terra, abbiamo visto solo il deserto della politica". E promettono battaglia: "Ambiente Asti continuerà a chiedere una scelta diversa: perché difendere l'agricoltura significa difendere il futuro del nostro territorio".





