Il convegno " Asti territorio inclusivo: politiche e percorsi per una società che accoglie", organizzato oggi ad Asti al Cpia, ha offerto l'occasione per analizzare in profondità i dati e le statistiche che definiscono la presenza della popolazione straniera sul territorio.
I dati demografici della provincia e del capoluogo
Ad Asti, la percentuale dei cittadini stranieri si attesta intorno all'11,4 percento sul totale della popolazione. Come sottolineato da Paolo Maccario, responsabile Migrantes, nel capoluogo la presenza supera i 9.300 cittadini, portando l'incidenza cittadina all'11,6 percento, un dato leggermente superiore alla media piemontese.
Entrando nel dettaglio delle comunità presenti in città, Maccario ha precisato: "Su Asti 'vince' la comunità rumena, segue l'albanese, marocchina e la prima comunità invece in Africa subsahariana, Nigeria."
Il confronto sui dati provinciali e regionali
Sui dati territoriali si è inserito l'intervento di Giuseppe Morabito, segretario della Cgil, che ha richiamato l'attenzione sui numeri complessivi della provincia: "11,4%, sì, su Asti nello specifico come comune e i dati invece parlano di una presenza di cittadini stranieri che supera i 9300, quindi probabilmente arriviamo a qualche decimale in più, un 11,6%."
Nel comune di Asti, al 1 gennaio 2025, sono stati registrati 8.949 stranieri residenti. Un quadro che evidenzia come il fenomeno migratorio rappresenti una delle principali sfide e opportunità per l'area astigiana.
Il peso dell'occupazione e il divario sugli infortuni
Un altro indicatore numerico centrale riguarda il mondo del lavoro. Come evidenziato da Lamine Sow, del coordinamento immigrati Cgil, gli stranieri costituiscono il 10 percento degli occupati in Italia. Tuttavia, all'interno di questa percentuale si registra una criticità legata alla sicurezza: "Quando andiamo a vedere gli infortuni, insomma c'è un tasso di infortunio abbastanza alto del comparto per quel riguarda gli stranieri, non perché insomma uno non riesca a leggere le informazioni sulla sicurezza o altro, ma perché uno fa anche i lavori più pericolosi".
Il polso dell'istruzione e della scuola
Un tassello fondamentale del percorso di inclusione passa attraverso i banchi di scuola. L'assessore all'Istruzione Loretta Bologna ha evidenziato come il sistema scolastico locale si trovi in prima linea: "Calcolando che ci sono almeno quattro o cinque istituti scolastici che sono per l'70-80 percento frequentati da bambini e non, magari nati ad Asti ma provenienti da famiglie di immigrati di varie nazionalità".
Questa realtà ha richiesto un impegno formativo specifico per il corpo docente, volto a favorire l'accoglienza fin dai primi anni di vita. L'assessore ha sottolineato l'importanza di questo lavoro quotidiano paragonandolo alla cura delle piante: "Se semini bene, come dire, poi crescono sicuramente meglio, ecco, questo è quello che io vedo nelle scuole".
I numeri emersi dal confronto non costituiscono soltanto una fotografia statistica fredda e distaccata, ma tracciano la mappa di una trasformazione sociale ineludibile. Leggere con precisione le percentuali di residenti, l'impatto sui banchi di scuola e l'incidenza complessiva nella comunità significa ammettere che l'integrazione non è un'emergenza estemporanea, bensì la struttura portante su cui si regge il futuro della città.
Il convegno, sostenuto da Cgil Asti, Cgil Piemonte e CPIA Asti, ha visto la partecipazione di numerosi amministratori, esperti e operatori del settore.









