Nel periodo più critico dell'anno per gli istituti penitenziari italiani, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta organizza la tradizionale veglia estiva, che quest’anno sarà in forma di Maratona oratoria notturna, davanti alla Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno” di Torino. L'appuntamento è per lunedì 27 luglio alle 22.30 davanti all'ingresso dell'istituto di via Adelaide Aglietta 35.
L'iniziativa intende riportare al centro dell'attenzione pubblica una situazione che continua a rappresentare una grave emergenza per lo Stato di diritto: il sovraffollamento degli istituti penitenziari, la crescente presenza di persone con disturbi psichiatrici e dipendenze prive di adeguata presa in carico, le condizioni strutturali degli istituti e le difficoltà quotidiane di chi in carcere vive e lavora. Temi che l'Associazione radicale Adelaide Aglietta denuncia da anni attraverso visite in carcere, iniziative pubbliche e interlocuzioni con le istituzioni.
Alla maratona interverranno rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell'avvocatura, della politica, della polizia penitenziaria, del volontariato e dei garanti dei diritti delle persone private della libertà personale.
Tra gli ospiti già confermati figurano Igor Boni, presidente di Europa Radicale; Diletta Berardinelli, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino; Luca Pidello, presidente della Commissione Diritti delle persone private della libertà personale del Consiglio comunale di Torino; Roberto Capra, presidente della Camera Penale del Piemonte Occidentale e Valle d'Aosta; Gerardo Romano, dirigente dell'OSAPP; fra' Beppe Giunti, volontario nelle carceri di Alessandria e Torino; Marco Sorbara, consigliere regionale della Valle d'Aosta, vittima di ingiusta detenzione e membro del direttivo di Nessuno tocchi Caino; Vittoria Nallo, presidente del gruppo consiliare "Stati Uniti d'Europa per il Piemonte"; Daniele Valle, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte; Domenico Massano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Asti; Nathalie Pisano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Novara; Chiara Squarcione, presidente dell'Associazione radicale Certi Diritti, insieme ad altri rappresentanti del mondo istituzionale, dell'avvocatura, del volontariato e della società civile.
"L'estate rende ancora più insopportabili condizioni già incompatibili con il dettato costituzionale. Vogliamo riportare davanti ai cancelli del carcere il confronto pubblico tra chi quelle condizioni le vive, le osserva e ha il dovere di affrontarle. La pena può limitare la libertà personale, ma non può sospendere i diritti fondamentali della persona", dichiarano Oreste Gallo, Enea Lombardozzi e Samuele Moccia, coordinatori dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta. L'iniziativa è aperta alla cittadinanza: chiunque potrà partecipare, ascoltare gli interventi e prendere la parola.
Anche l'Osapp, Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, parteciperà domani sera alla Maratona Oratoria per la Legalità e i Diritti Umani. La situazione negli istituti penitenziari del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta viene definita come fuori controllo. Torino, Vercelli, Alessandria “Cantiello e Gaeta”, Genova Marassi, Asti, Saluzzo, Ivrea e Aosta presentano criticità gravissime: sovraffollamento devastante, organici insufficienti, strutture obsolete e fatiscenti, aggressioni, tensioni continue e una gestione quotidiana sempre più difficile.
"La situazione è ormai degenerata - spiega il segretario Generale, Leo Beneduci -. In molti reparti i detenuti spadroneggiano, approfittando delle gravi carenze organizzative e della mancanza di risorse, mentre il personale di Polizia Penitenziaria è costretto quotidianamente a fronteggiare una realtà sempre più difficile, senza adeguati strumenti e senza il necessario sostegno. Il sistema penitenziario del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta è arrivato a un punto di non ritorno. Da troppo tempo denunciamo una situazione che peggiora ogni giorno nell’indifferenza generale. Per questo domani saremo davanti al carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino perché la voce degli operatori penitenziari deve essere ascoltata. Difendere la Polizia Penitenziaria significa difendere lo Stato, la legalità e la sicurezza dei cittadini".





