Lo scontro politico ad Asti si accende sul tema dello sport. Dopo le dichiarazioni dell'ex assessore Mario Bovino, che aveva puntato il dito contro quella che ha definito "mancanza di programmazione", a proposito della classifica del Sole 24 ore sullo sport, arriva la replica compatta dei consiglieri comunali di maggioranza.
Una risposta che non fa sconti e che rimanda al mittente le accuse di immobilismo e cattiva gestione.
I dati sulla provincia
Il primo punto su cui la maggioranza contrattacca è l'utilizzo delle classifiche sullo sport. "Le campagne elettorali sono legittime. Molto meno lo è utilizzare dati in modo strumentale pur di costruire una polemica", esordiscono i consiglieri di maggioranza.
I rappresentanti dell'amministrazione precisano infatti che le statistiche citate da Bovino non si limitano al capoluogo: "Mario Bovino sa perfettamente che la classifica richiamata riguarda l’intera provincia di Asti e non il solo Comune capoluogo. Mettere sul banco degli imputati l’amministrazione comunale di Asti utilizzando un dato provinciale significa raccontare ai cittadini una realtà diversa da quella effettiva".
I consiglieri ricordano come il tessuto provinciale sia composto da piccoli Comuni con evidenti limiti demografici ed economici, e accusano l'ex titolare della delega allo Sport di utilizzare quella graduatoria "come arma politica", in un’operazione giudicata "tanto semplice quanto fuorviante".
La verità sul Giro d'Italia
La polemica tocca anche i grandi eventi del passato, in particolare la Corsa Rosa. "Sorprende poi leggere ricostruzioni che attribuiscono meriti non corrispondenti alla realtà", affermano dalla maggioranza. "Il ritorno del Giro d’Italia ad Asti non è stato il risultato dell’iniziativa di un singolo assessore. Il merito va anzitutto all’avvocato Gianni Trombetta, che ha fortemente voluto e costruito l’operazione, con il determinante supporto organizzativo di Valter Rizzo e Beppe Giannini, insieme a tanti volontari, associazioni e istituzioni che hanno lavorato con spirito di squadra".
Un evento che, secondo la maggioranza, "è stato un successo della città, non di una persona", anche perché "non è costato alla collettività: al contrario, ha generato un avanzo economico che è stato interamente destinato allo sport astigiano".
Gli investimenti e la frecciata sulle dimissioni
La nota difende poi a spada tratta l'operato dell'amministrazione, rivendicando investimenti senza precedenti: "In questi anni l’Amministrazione comunale ha investito come mai prima d’ora negli impianti sportivi, nella loro riqualificazione, nella manutenzione straordinaria e nel sostegno alle società cittadine. Opere concrete che resteranno a disposizione degli atleti e delle future generazioni, ben oltre le polemiche estive e le esigenze della campagna elettorale".
Il passaggio più duro, però, riguarda proprio l'uscita di scena dell'ex assessore: "Quanto alle dimissioni, è bene chiarire un punto: non si è trattato di una scelta subita o di un presunto blocco operativo, ma di un’uscita dovuta all’evidente difficoltà nel ricoprire con efficacia il ruolo assegnato. Una decisione che, nei fatti, conferma l’incapacità di esercitare pienamente le funzioni richieste dall’incarico".
La conclusione è un invito alla chiarezza: "Chi oggi cerca visibilità attraverso ricostruzioni parziali dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere il lavoro di un’intera comunità e di non appropriarsi di risultati che appartengono a molti. Gli astigiani sanno distinguere la propaganda dai fatti. E i fatti, fortunatamente, restano".





