Gusto e Gusti - 29 luglio 2026, 06:00

Ca’ Mariuccia di Albugnano, dieci anni dopo: un nuovo stile di cucina coerente con un progetto cresciuto nel tempo

A dieci anni dall'apertura, Ca' Mariuccia conferma in modo convinto la propria identità di azienda agricola. Ma non rinuncia a crescere, affidando la propria cucina allo chef Stefano Malvardi, la cui proposta sorprende per qualità, equilibrio e capacità di esprimere il territorio

Ca’ Mariuccia di Albugnano, dieci anni dopo: un nuovo stile di cucina coerente con un progetto cresciuto nel tempo

Ma davvero è un agriturismo?

Quando arriverete a Ca’ Mariuccia, a chiarirvi immediatamente l’identità della struttura in cui vi accingete ad entrare sarà, su una parete ben visibile, una grande scritta: Ca’ Mariuccia Agricoltura etica. Che cosa aspettarvi dunque se non il consueto agriturismo, reso forse un po’ più à la page dall’evocazione del suo tratto etico? E invece quello che vi aspetterà sarà una sorpresa, che comincerete a intuire non appena entrerete nel salone in cui sarete fatti accomodare per pranzare o cenare: uno spazio che, unendo tavoli in legno e lampade a sospensione dal sapore quasi industriale, vi accoglierà con le sue colonne scure e i chiari pannelli fonoassorbenti che gli imprimono un respiro tutto contemporaneo

E, mentre sul fondo il bancone bar e le vetrine completano l'ambiente, la disposizione dei coperti valorizza la convivialità riportando il tutto a quell’orizzonte rurale che Ca’ Mariuccia intende mantenere. E sarà qui che avrete modo di assaggiare una cucina, quella dello chef Stefano Malvardi, capace di stupirvi almeno quanto l’ambiente. 

Una cucina inattesa e capace di convincere

Il mio pranzo si è aperto con un Gazpacho fresco, ideale per la giornata estiva decisamente calda che avvolgeva le colline circostanti. Ed è questa stessa freschezza che ho ritrovato nel Pinzimonio di verdure con crema di fagioli borlotti e spuma all'olio extravergine d'oliva, uno dei piatti che meglio sintetizza la filosofia della casa: la croccantezza delle verdure trova nella crema di borlotti un contrappunto morbido e nella spuma una leggerezza che completa il piatto senza appesantirlo. 

Di notevole impatto anche la Battuta di trota salmonata con cetrioli, yogurt e sedano, nella quale la delicatezza del pesce di fiume viene accompagnata da una componente vegetale capace di sostenerla senza mai coprirne il sapore. Molto convincente il Risotto al finocchietto con rane: la mantecazione del riso è eseguita con mano sicura, mentre le rane, pur perfettamente amalgamate, risultano forse un po' troppo delicate per imprimere al piatto quel guizzo finale che l’avrebbe reso memorabile. 

Cosa che invece è accaduta con i Plin di patata affumicata con fonduta, noci e tartufo nero: un piatto nel quale il ripieno lascia emergere con sorprendente nitidezza il gusto della patata, racchiuso in una sottilissima sfoglia davvero di grande livello. 

La Quaglia farcita con salsiccia e cardoncelli all'orientale convince soprattutto per il ripieno, ricco e ben calibrato. 

E anche i dolci mi sono sembrati capace di dire la loro: sia il Profiterole, costruito in chiave tutta artigianale, sia le Pesche alla brace il cui gusto unico basterebbe a sé stesso, tanto da rendere il gelato quasi una sorta di orpello estetico. 

Se tavola e cantina si radicano nei sapori del territorio

Via via che i piatti arriveranno in tavola, peraltro con un servizio ad un tempo impeccabile e attentissimo alle vostre esigenze, vi accorgerete di aver trovato un indirizzo per il quale è valsa la pena attraversare colline e valli di fatto immediatamente alle spalle di Torino e tuttavia non così vicini come ci si potrebbe immaginare. I sapori e i colori delle diverse portate, senza per questo rinunciare a guardare lontano, sapranno infatti parlarvi di un territorio fatto di boschi e di prati, prima che di vigneti e noccioleti da cartolina. Ed è forse proprio questa biodiversità, che segna non solo il paesaggio ma anche le coltivazioni che in esso trovano posto, ad aver indotto Angela Calligaro e Andrea Maria Pirollo a lasciare il Varesotto per venire a dar vita proprio qui a una realtà ristorativa che intende mantenere solide le sue radici agricole. Come del resto dimostra la carta dei vini, di fatto legata esclusivamente alle loro produzioni: Malvasia, Sauvignon, Barbera, Nebbiolo… tutti capaci di accompagnare brillantemente un pasto capace di farsi ricordare

___________________

Ca’ Mariuccia

Tipologia locale: Agriturismo 
Indirizzo: Frazione San Emiliano, 2 – Albugnano (AT)
Tel: (+39) 335 7507496

Sito web: www.camariuccia.it 

Prezzi: antipasti (9-15€), primi (15-16€), secondi (12-18€), selezione di formaggi (16€), dolci (6-8€), coperto (3,50€). 

Ultima visita (pranzo stampa): luglio 2026
Sensazioni al volo: Tra freschi gazpacho, creativi pinzimoni e intriganti tocchi di affumicatura, la cucina dello chef Stefano Malvardi gioca con le consistenze, offrendo un percorso che sa sorprendere il palato senza mai tradire l'anima agricola del luogo.

Piergiuseppe Bernardi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU