"Chi devasta, aggredisce e danneggia deve rispondere delle proprie azioni e risarcire fino all'ultimo centesimo. La decisione della Regione Piemonte di costituirsi parte civile nei procedimenti relativi all'assalto ai cantieri della Torino-Lione rappresenta una risposta forte e concreta a chi pretende di imporre con la violenza le proprie posizioni. È esattamente la linea che avevamo tracciato con l'ordine del giorno da me presentato con largo anticipo e successivamente approvato dal Consiglio regionale". Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Sergio Ebarnabo, commentando la decisione assunta dalla Giunta regionale dopo i gravi fatti avvenuti il 25 luglio in Valle di Susa.
Centinaia di estremisti, molti dei quali travisati e organizzati per lo scontro, hanno assaltato i cantieri della Torino-Lione utilizzando pietre, bombe carta, razzi, ordigni artigianali e bottiglie incendiarie. Due mezzi dei Carabinieri sono stati dati alle fiamme e oltre 120 appartenenti a Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza sono rimasti feriti. La prima stima dei danni al solo cantiere di Chiomonte supera il milione di euro.
"Quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il legittimo diritto di manifestare, non siamo di fronte al dissenso, ma a un'azione violenta e organizzata contro le Forze dell'ordine, i lavoratori, un'opera strategica e, in definitiva, contro lo Stato" prosegue Ebarnabo.
L'ordine del giorno n. 412, presentato da Ebarnabo e approvato dal Consiglio regionale il 10 febbraio 2026, impegnava la Giunta a predisporre gli atti necessari affinché la Regione si costituisse parte civile nei procedimenti penali derivanti da manifestazioni svolte sul territorio piemontese e degenerate in violenze contro le persone o danneggiamenti a beni pubblici e privati. L'atto chiedeva inoltre una condanna pubblica e senza ambiguità delle violenze riconducibili alle frange estremiste e la riaffermazione del sostegno regionale alla legalità e all'incolumità dei cittadini.
"Avevo presentato quell'ordine del giorno diversi mesi prima della sua discussione in Aula – ricorda il consigliere di FdI – perché era già evidente la necessità di stabilire un principio generale: quando una manifestazione degenera in devastazioni e aggressioni, la Regione non può restare alla finestra. Deve stare dalla parte delle vittime, delle Forze dell'ordine, dei lavoratori e dei cittadini che pagano economicamente e socialmente le conseguenze della violenza. La costituzione di parte civile non è soltanto un gesto simbolico. Significa chiedere che i responsabili siano individuati, processati e chiamati a risarcire il danno provocato alla collettività. Chi devasta beni pubblici, incendia mezzi, aggredisce uomini e donne in divisa e mette in pericolo i lavoratori deve rispondere in ogni sede delle proprie azioni e pagare fino all'ultimo centesimo. La Torino-Lione è un'infrastruttura strategica per il Piemonte e per l'Italia. Nessuna minoranza violenta può pensare di fermarla attraverso la guerriglia. La Regione, il Governo e tutte le istituzioni devono continuare a dimostrare, senza arretramenti e senza ambiguità, che lo Stato è più forte di chi tenta di sfidarlo con la violenza", conclude Ebarnabo.





