Quando le politiche culturali del territorio incontrano i linguaggi dell'arte contemporanea, anche i piccoli centri sanno trasformarsi in laboratori di riflessione globale. Succede a Bubbio dove, nel cuore dell'Astigiano, l'attenzione delle istituzioni e degli appassionati si concentra sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sulla nostra percezione del reale.
Nello scenario dello Spazio Arte Bubbio (SAB) prende vita "Camera", un'esposizione di fotografia contemporanea curata da Willy Montini che non si limita a mostrare scatti, ma apre una precisa discussione teorica e politica sullo statuto dell'immagine nell'epoca dei sensori digitali e delle immagini generate da intelligenze artificiali.
Dalla traccia alla simulazione: il dibattito sull'immagine
Al centro della rassegna - che vedrà esposte le opere di Mark Cooper, Edoardo Hahn, Mirko Credito e Michele L. Mulas - c'è il testo critico del curatore dal titolo Il mondo, in fotografia. Il punto di partenza è profondo: citando le profetiche intuizioni di Susan Sontag del 1973, l'esposizione indaga come la fotografia abbia progressivamente abbandonato la semplice registrazione documentale del reale per diventare un campo di possibilità in cui convivono memoria, simulazione e codice.
Nell'era dell'IA e della manipolazione digitale, fotografare non significa più soltanto registrare il mondo, ma selezionare, assemblare e persino inventare. Una riflessione che investe direttamente la politica della cultura: in un ecosistema visivo dominato dalla velocità e dalla proliferazione di contenuti, quale valore d'autenticità possiamo ancora attribuire alle immagini che consumiamo ogni giorno?
Un’esperienza sensoriale completa nel cuore dell’Astigiano
L'inaugurazione, fissata per sabato 1° agosto alle ore 18, non sarà soltanto un momento espositivo, ma una vera e propria performance immersiva. A dialogare con le opere visive ci sarà infatti l'ambientazione sonora dal vivo curata da Diego Pangolino, pensata per guidare i visitatori all'interno di questo confine sottile tra visibile e invisibile, tra esperienza vissuta e rappresentazione.










