Agricoltura - 31 luglio 2026, 06:38

Ortofrutta piemontese in crisi, l'allarme di Confagricoltura per salvare il settore

Il presidente Allasia chiede misure straordinarie contro il rincaro dei costi e la concorrenza straniera

Ortofrutta piemontese in crisi, l'allarme di Confagricoltura per salvare il settore

L'ortofrutta in Piemonte attraversa una fase delicata e complessa, in cui gli effetti tangibili dei cambiamenti climatici si incrociano con l'aumento dei costi di produzione e le forti tensioni dei mercati internazionali. 

I frutticoltori si trovano oggi a fare i conti con rincari diffusi che colpiscono energia, logistica, manodopera e fertilizzanti, a cui si aggiunge la minaccia di fitopatie sempre più difficili da arginare. In questo scenario già teso, la campagna di raccolta delle pesche si scontra con un mercato che non sembra pronto ad accogliere la nuova offerta.

Il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, inquadra le difficoltà del momento: "Spiace dover constatare come, a fronte di una produzione dalla qualità eccellente, la vendita delle pesche sia in affanno e piuttosto rallentata".

Il cortocircuito sulle vendite, spiega il presidente, è anche una diretta conseguenza delle anomalie meteo degli ultimi mesi: "Questo perché, probabilmente, con l'anticipo della raccolta di due settimane a causa dell'andamento climatico anomalo, il nostro prodotto subisce la concorrenza delle pesche provenienti da altri Paesi europei, in particolare Spagna e Grecia, tuttora presenti sul mercato italiano con quantitativi importanti".

L'impatto sul mercato e i numeri del comparto

Negli ultimi anni, le imprese ortofrutticole hanno orientato i propri sforzi verso la sostenibilità, migliorando la qualità e l'organizzazione commerciale. Questo slancio verso l'innovazione rischia però di fermarsi di fronte a uno scenario globale sempre più incerto.

Il Piemonte rappresenta una vera e propria eccellenza del settore in Italia. Basti pensare che la sola provincia di Cuneo vanta oltre 4.500 aziende frutticole sparse su 14 mila ettari di territorio. Di questi, ben 2.400 sono dedicati proprio alle pesche e alle nettarine, che affiancano altre produzioni fondamentali come nocciole, mele e piccoli frutti.

Per proteggere il comparto, l'associazione di categoria ha scelto di appoggiare la richiesta presentata al Ministero dell'Agricoltura e alle istituzioni europee per l'attivazione di aiuti mirati.

Enrico Allasia chiarisce infatti la necessità di agire tempestivamente: "Pur confidando in un rapido e positivo evolversi della situazione di mercato, al momento poco ricettivo, sul comparto pesano questi nodi di non facile risoluzione, a fronte dei quali è indispensabile intervenire rapidamente affinché le aziende possano continuare a competere sui mercati e completare gli investimenti programmati".

La chiosa del presidente allontana però la logica dei semplici sussidi a pioggia, puntando lo sguardo sul futuro dell'economia rurale: "Non chiediamo interventi assistenziali, ma strumenti che consentano alle imprese di superare una fase straordinaria senza compromettere la loro capacità di innovare e creare valore. L'ortofrutta è uno dei settori di punta della nostra agricoltura e rappresenta un patrimonio economico, sociale e occupazionale che deve essere preservato con decisioni rapide ed efficaci".

Redazione

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