Asti - 01 agosto 2026, 07:20

Viviamo in un posto bellissimo da scoprire leggendo Astigiani

Oggi invito a trovare spunti di gita dall’archivio online del trimestrale di storia e storie Astigiani, magazzino di notizie particolari su molti borghi dell’Astigiano

Viviamo in un posto bellissimo da scoprire leggendo Astigiani

Prima di tutto, spero vivamente conosciate e apprezziate, voi tutti, gli sforzi editoriali che, da quindici anni, caratterizzano la rivista Astigiani. Trimestrale di storia e storie dal valore informativo e formativo non indifferente, così carico ad ogni numero di racconti territoriali ben utili a far crescere un sano orgoglio astigiano.

Racconti incentrati su persone e avvenimenti che nel tempo hanno contribuito al nostro oggi, nell’encomiabile progetto editoriale di guardare al passato per andare meglio avanti, certi, come riportano in presentazione, che "Conoscere il passato aiuta a vivere il presente e farà intuire il futuro”.

Tra gli aiuti al presente, sparsi a man bassa nei 55 numeri fino ad ora pubblicati, si trova una pletora di articoli relativi alla storia di molti dei borghi provinciali. Articoli sempre incentrati su notizie e storie particolari che diventano facili e originali inviti a scoprire molti nostri posti bellissimi. Notizie e storie riportate, saggiamente, in un ricco archivio online, facilmente fruibile da chiunque, sul sito web della testata, impegno dell’omonima associazione. Al momento, trovate archiviati i primi trentacinque numeri, a cui corrispondono migliaia di pagine e un gran numero di storie assai originali su borghi dell’Astigiano, pronti ad essere visitati con rinnovato gusto della scoperta.

Storie come quella dell’abbazia fantasma di Azzano d’Asti, monastero benedettino, dedicato a San Bartolomeo, tra i più potenti del Piemonte, fondato nel X secolo, dalla fine tanto repentina quanto inaspettata. Quando Napoleone soppresse gli ordini religiosi, l’abbazia venne saccheggiata e, nel giro di un secolo, non rimase un solo mattone a testimoniarne l’esistenza. La sua eredità è però custodita nella parrocchiale di Annone, dove è arrivato l’altare maggiore, nella parrocchiale di Rocca d’Arazzo, con l’antica balaustra in marmo che separa l'aula del presbiterio, e un prezioso messale di 294 pagine, oggi custodito nella Biblioteca del Seminario di Asti, la cui parte più antica e corposa è riconducibile ad un periodo compreso tra la seconda metà e la fine del XII secolo. 

O anche quella di quando Brofferio voleva essere il nuovo Alfieri. Angelo Brofferio, una delle figure più vivide del Risorgimento, ricordato nel suo paese natale di Castelnuovo Calcea con l’intitolazione della strada principale, un monumento, un piccolo museo e la lapide sulla casa in cui era nato nel 1802.

E che dire del racconto sulla torre di Cocconato, ricostruita nell’Ottocento sui resti dell’antico castello dei conti Radicati, potenti signori del posto e di molte altre terre del Nord Astigiano. Torre diventata, durante il periodo napoleonico, stazione per il telegrafo ottico “Chappe”, un complesso sistema di comunicazione voluto dal Bonaparte per collegare Parigi con Milano e Venezia, lungo un tracciato di 850 chilometri. Nel 1836 trasformata in mulino a vento e, ad inizio Novecento, in residenza privata con panorama eccezionale, dalla catena alpina fino all’Appennino ligure, oltre a molte città fra cui Novara, Vercelli, Saluzzo, Cuneo e, con un buon cannocchiale, perfino Milano. 

Impossibile farsi mancare la descrizione dell’opuscolo “Scintille”, fatto stampare a Torino nel 1892 da Teresa Mastallone, maestra, poetessa e donna d’impegno, che tornava ogni anno nella nobile casa di famiglia a Costigliole d’Asti. A lei si deve la pubblicazione per la prima volta della leggenda che rende ancora più magico uno dei posti super speciali dell’Astigiano, Bricco Lu, con la storia dell’amore del povero Cocco verso la bella Gentucca e il suo patto con il Diavolo. 

Pochi esempi del tanto da scoprire grazie all’archivio online di Astigiani, dove basta digitare nel campo di ricerca il nome del borgo scelto o da scegliere per trovare sempre nuove motivazioni di gita.

Davide Palazzetti

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