Ha superato le 200 presenze la serata di raccolta fondi organizzata ieri, sotto la luna piena del cervo e il tramonto sulle colline, al "Treno tra le vigne" di Montegrosso d'Asti. Protagonista Anita e i suoi fratelli , l'associazione nata nel 2018 dentro l'Azienda Agricola I Pupini a Portacomaro, che ha scelto questo scenario per raccontarsi e guardare avanti.
"Quando ci chiedono che cos'è Anita e i suoi fratelli rispondiamo: è un'associazione. Ma in realtà è molto di più" ha detto dal palco Simona, socio volontario e tra le fondatrici di questa realtà. "È una comunità di persone che ogni giorno prova a immaginare un mondo in cui nessuno debba chiedere il permesso di partecipare. Un luogo dove la diversità non è da gestire, ma da condividere".
Cambiare i contesti, non le persone
È questo il cuore del progetto: non creare spazi "speciali", ma trasformare gli spazi di tutti perché siano più accessibili, comprensibili, accoglienti. "Non ci chiediamo come cambiare le persone. Ci chiediamo come cambiare i contesti" ha spiegato Simona. "Perché spesso ciò che limita la partecipazione non è la persona, ma le barriere che incontra, che siano esse strutturali, di linguaggio, culturali".
Per questo il lavoro dell'associazione abbraccia l'intera comunità: Interventi Assistiti con gli Animali, laboratori nella natura, percorsi di vita indipendente, progetti con le scuole. Tra i più significativi figurano "Una serra per tutti" per la cittadinanza attiva e i PASS lavorativi, "RIPARTENZA" per l'inserimento lavorativo di persone con disabilità psicosociale, "Letture a passo d'asino" con libri accessibili e asini mediatori, e "Un giardino per tutte e tutti", spazio sensoriale aperto a tutti.
Una serata per sostenere il futuro
Protagonista della serata anche La Magica Lilyth, una delle poche donne italiane a fare magia e trasformismo, cui ha fatto seguito la cena gestita dalla nuova Proloco di Montegrosso. Grazie alle donazioni, tante persone si sono portate a casa le crostate di Pasticceria Daniella e Casetta di Anita, le borse fatte a mano da Zia Anto, il libro "Il mio biberon è mezzo pieno" di Chiara, mamma di Anita, e le piantine del progetto "Una serra per tutti".
"Per noi l'accessibilità non è solo una rampa" ha concluso Simona. "È poter leggere un libro. È poter scegliere. È sentirsi ascoltati. Non lavoriamo per le persone. Lavoriamo con le persone. Perché una comunità inclusiva non nasce da un progetto. Nasce dall'incontro quotidiano tra persone che scelgono di camminare insieme. E quando una comunità diventa accessibile a chi incontra più barriere, diventa un posto migliore per tutte e tutti".








