Sarà una raccolta precoce quella della Nocciola Piemonte per l’anno 2026, con una settimana di anticipo rispetto al 2025 e previsioni mediamente soddisfacenti sul fronte produttivo. Dopo le ottime prospettive della primavera, il caldo eccezionale e la persistente siccità hanno progressivamente ridimensionato le attese, determinando fenomeni di cascola e situazioni diffuse di stress vegetativo. Permane comunque un cauto ottimismo: i tecnici di Asti Agricoltura sono sicuri nell’affermare che la produzione sarà comunque migliore rispetto a quella dello scorso anno.
“Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto il cambiamento climatico stia incidendo sulle produzioni – afferma Enrico Masenga, responsabile del settore tecnico di Asti Agricoltura –. Fortunatamente le nostre aziende stanno lavorando con professionalità e competenza riuscendo a fronteggiare sia le avversità climatiche che quelle biologiche.” Nell’Astigiano, infatti, non si rilevano più grossi problemi legati alla cimice asiatica, la cui diffusione negli ultimi anni è stata ampiamente contenuta grazie ai tempestivi trattamenti fitosanitari svolti dalle aziende.
“In linea di massima – continua Masenga – si assisterà al mantenimento di una produzione soddisfacente negli areali storici vocati alla coltivazione del nocciolo, mentre saranno più penalizzati i noccioleti presenti nei sorì, in quanto maggiormente esposti al sole.”
L’incognita 2027 e il nodo prezzi
L’unica criticità segnalata dai tecnici riguarda il possibile impatto sulla prossima campagna: “Se il caldo di queste settimane dovesse persistere fino alla fine del mese di agosto, potrebbe esserci una riduzione della differenziazione degli amenti, cioè i fiori maschili – conclude Masenga –. Questo fenomeno potrebbe condizionare negativamente la produzione del 2027.”
Sul fronte economico, Asti Agricoltura auspica che il mercato sappia riconoscere il valore del prodotto, tenendo conto sia dell’andamento della campagna sia dell’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. “Le quotazioni saranno decisive per il futuro del comparto in quanto le rese saranno inferiori alle attese e i costi di produzione continuano a crescere”, dichiara il presidente di Asti Agricoltura Gabriele Baldi.
“Auspichiamo prezzi adeguati per garantire reddito alle aziende – aggiunge Mariagrazia Baravalle, direttore di Confagricoltura Asti –. Chiediamo inoltre maggiore sostegno da parte delle istituzioni affinché venga tutelato maggiormente questo comparto, ormai diffuso capillarmente su tutto il territorio, e venga valorizzato un prodotto che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio.”





