Sanità - 09 agosto 2026, 12:49

Arretrati del pronto soccorso, il sindacato Nursing Up chiede il rimborso dell'Irpef versata in eccesso

Inviata una formale richiesta ad aziende sanitarie e istituzioni per applicare la corretta tassazione separata. Delli Carri: "Il riconoscimento di un diritto non diventi una penalizzazione"

Arretrati del pronto soccorso, il sindacato Nursing Up chiede il rimborso dell'Irpef versata in eccesso

Il riconoscimento di un diritto non può e non deve trasformarsi in una penalizzazione fiscale per i lavoratori. È questo il principio fondamentale che anima la nuova iniziativa del sindacato Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta, sceso in campo per chiedere massima chiarezza e interventi immediati in merito alla tassazione applicata sugli arretrati dell'indennità di pronto soccorso.

L'organizzazione sindacale ha infatti inviato una richiesta formale a tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, oltre che alla Regione Piemonte. L'obiettivo è quello di verificare il corretto trattamento fiscale delle somme già corrisposte al personale e procedere, qualora fosse necessario, al recupero delle maggiori imposte ingiustamente trattenute in busta paga.

Le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate

A fare giurisprudenza sulla questione è stata la stessa Agenzia delle Entrate, che ha recentemente chiarito e confermato in via definitiva l'iter da seguire. Tali somme, essendo riferite a periodi d'imposta precedenti rispetto all'anno della loro effettiva erogazione, devono essere obbligatoriamente assoggettate al regime della tassazione separata.

Si tratta di una procedura prevista dalla normativa fiscale vigente per gli emolumenti arretrati di lavoro dipendente, che esclude categoricamente l'applicazione dell'aliquota ordinaria. Un'applicazione errata di questi parametri rischia infatti di tradursi in una maggiore imposizione fiscale a carico dei professionisti sanitari, riducendo drasticamente un beneficio economico che nasce proprio per riconoscere le condizioni di lavoro particolarmente gravose all'interno dei dipartimenti di emergenza e urgenza.

La difesa dei professionisti sanitari

A farsi portavoce del malcontento della categoria è il segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d'Aosta, Claudio Delli Carri, che spiega chiaramente la posizione del sindacato: "È inaccettabile che un'indennità riconosciuta per compensare il lavoro svolto in condizioni estreme venga poi ridotta da un'errata applicazione fiscale".

Il segretario regionale evidenzia le difficoltà quotidiane del comparto: "Chi lavora nei pronto soccorso affronta ogni giorno carichi assistenziali elevatissimi, responsabilità enormi e una cronica carenza di personale. Se la normativa fiscale stabilisce che gli arretrati devono essere assoggettati alla tassazione separata, questa regola deve essere applicata ovunque e senza interpretazioni".

Per questi motivi, l'organizzazione chiede alle amministrazioni, che operano a tutti gli effetti come sostituti d'imposta, di verificare con assoluta urgenza le modalità con cui sono state effettuate le trattenute fiscali. Qualora fosse stata applicata la tassazione ordinaria, si richiede di procedere ai ricalcoli e di riconoscere tempestivamente i conguagli a favore di chi ha versato imposte non dovute.

L'appello alle istituzioni regionali

Il richiamo al rispetto delle normative è netto. Aggiunge infatti Delli Carri: "Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto della legge. Chi ha pagato più Irpef del dovuto deve vedersi restituire quanto gli spetta. Ogni euro trattenuto indebitamente è un'ingiustizia nei confronti di professionisti che garantiscono ogni giorno il funzionamento dell'emergenza sanitaria".

L'istanza è stata trasmessa anche ai vertici della Regione Piemonte, affinché l'ente possa esercitare appieno il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento. L'auspicio è l'emanazione di indicazioni uniformi per tutte le aziende del servizio sanitario regionale, così da evitare spiacevoli disparità di trattamento tra i lavoratori appartenenti a diverse realtà territoriali.

La battaglia sindacale, in ogni caso, non si ferma qui. Conclude il segretario regionale: "Nursing Up continuerà a vigilare affinché nessun professionista venga penalizzato da errori amministrativi o interpretazioni difformi. Difendere lo stipendio significa difendere la dignità del lavoro sanitario".

Redazione

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