Eventi - 10 agosto 2026, 11:52

I globi del frate cappuccino Pietro Maria tornano a Vinchio tra arte e scienza

La Confraternita della Trinità ospita l'esposizione curata dall'Associazione Davide Lajolo dedicata alle preziose sfere terrestri e celesti del Settecento

I globi del frate cappuccino Pietro Maria tornano a Vinchio tra arte e scienza

Un intreccio fecondo tra devozione liturgica, studio scientifico e perizia artigianale riaffiora dalle pieghe del Settecento astigiano. 

Dal 21 al 23 agosto i locali della Confraternita della Trinità a Vinchio accoglieranno la mostra fotografica dal titolo “La rappresentazione dell’Universo. I globi terrestri e celesti di Pietro Maria da Vinchio (XVIII SEC)”, promossa dall’Associazione culturale Davide Lajolo in sinergia con la Parrocchia, il Comune e la Pro loco di Vinchio.

L’allestimento, impreziosito dal contributo multimediale firmato da Lucio Laugelli e dalle sonorità composte da Felice Reggio, intende restituire alla comunità la memoria intellettuale e artistica di un suo illustre figlio. L'inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 21 alle 18.30, mentre gli spazi espositivi saranno accessibili a ingresso gratuito venerdì 21 e sabato 22 dalle 18 alle 20, e domenica 23 con doppio turno dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20. Gli approfondimenti storici e il catalogo delle immagini sono inoltre raccolti all'interno del numero 43 della rivista Culture, dal titolo “Rappresentare l’universo”.

La sapienza artigiana del frate cappuccino

La figura di padre Pietro Maria da Vinchio, frate cappuccino operante presso il convento dei frati minori della Chiesa di Santa Maria del Tempio a Casale Monferrato fino alla scomparsa avvenuta il 14 febbraio 1754, incarna lo spirito enciclopedico e l'ingegno del suo tempo. Sebbene la data esatta di nascita nel borgo astigiano rimanga sconosciuta, il legame con il paese natìo rimase saldo nell'atto stesso di apporre la propria firma sui manoscritti.

Abile amanuense e miniatore di codici liturgici, il frate attinse a piene mani dai trattati scientifici e umanistici custoditi nella biblioteca conventuale, sviluppando una straordinaria perizia nella costruzione di globi e nella cartografia militare e commerciale.

Il punto di svolta nella sua produzione avvenne nel 1738 con l'istituzione della Biblioteca del Seminario da parte del vescovo di Casale, Mons. Gerolamo Caravadossi. Riconoscendo il talento matematico e decorativo di padre Pietro Maria, l'alto prelato gli commissionò la creazione di un globo celeste e uno terrestre per impreziosire l'arredo dell'istituto.

 Tra il 1746 e il 1751 la maestria del religioso diede vita a opere ancora più imponenti: una sfera terrestre da 115 centimetri di circonferenza in cartapesta gessata e inchiostro, oggi conservata presso la Biblioteca di Alessandria, e una celeste adornata con figure mitologiche e segni zodiacali, attualmente custodita al Museo di Palazzo Cuttica.

Il valore dell'identità e delle radici storiche

La riscoperta di questo patrimonio di conoscenza rappresenta un momento di profonda riflessione per l'intero territorio. Il sindaco di Vinchio, Chiara Zogo, ha voluto sottolineare l'importanza dell'evento per la comunità locale: “Per Vinchio è motivo di grande orgoglio vedere riscoperta e valorizzata la figura di Pietro Maria da Vinchio, un nostro concittadino del Settecento che, con il suo lavoro, seppe unire sapere, arte e conoscenza. I suoi globi terrestri e celesti rappresentano una testimonianza straordinaria di una storia che merita di essere conosciuta e raccontata. È significativo che il nome di Vinchio sia legato a una figura così particolare e interessante, capace di lasciare una traccia importante nella cultura del suo tempo”.

Il primo cittadino ha poi espresso il proprio apprezzamento per i promotori della ricerca: “Desidero quindi esprimere il mio apprezzamento all’Associazione Culturale Davide Lajolo e a tutti coloro che hanno dedicato tempo e passione alla ricerca e alla valorizzazione di questa figura. Credo però che il risultato più bello di questo lavoro sia che Pietro Maria da Vinchio possa essere conosciuto anche dalla sua comunità di origine. Riscoprire una persona che appartiene alla nostra storia significa infatti riscoprire una parte della nostra identità e offrire alle nuove generazioni l'opportunità di conoscere meglio le proprie radici”.

Il rigore della ricerca documentaria si è avvalso della consulenza scientifica e archivistica fornita da numerose istituzioni: la Biblioteca del Seminario Vescovile di Asti, il Museo Diocesano di Asti, la Società degli Studi Astesi, la Biblioteca del Seminario di Casale Monferrato, la Biblioteca Civica F. Calvo e il Museo civico di Palazzo Cuttica di Alessandria. L'iniziativa ha visto inoltre la collaborazione del Gruppo culturale S. Martino di Asti e il sostegno del CSVAA e della Banca di Asti.

Redazione

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