Attualità - 14 agosto 2026, 07:30

Il turismo piemontese "vola" spinto da borghi e enogastronomia

Secondo i dati forniti dal Ministero del Turismo, a luglio la regione ha registrato un incremento del 9,9%

Ph. Can't forget Italy - Archivio Ente Turismo LRM

Ph. Can't forget Italy - Archivio Ente Turismo LRM

Un mese di luglio da record spinge il Piemonte al vertice del turismo nazionale. Secondo i dati contenuti nel report Estate e Ferragosto diffuso dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, la regione ha registrato l'incremento più alto d'Italia nelle presenze turistiche, mettendo a segno un +9,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato superiore alla media nazionale, fermatasi a un +4,4% per le presenze e un +4,5% per gli arrivi. Nella graduatoria dei territori a maggiore crescita, il Piemonte precede le Marche (+8,2%), la Calabria (+7,8%), il Friuli-Venezia Giulia (+7,8%), l'Abruzzo (+6,7%), la Lombardia (+6,4%) e la Puglia (+6,0%).

La dinamica estiva conferma la continuità delle prestazioni già rilevate nella prima metà dell'anno. La banca dati Alloggiati Web delle Questure posiziona infatti il Piemonte al terzo posto in Italia per progressione nei primi sei mesi del 2026, grazie a un aumento dell'8,5% negli arrivi e del 9,6% nelle presenze, alle spalle soltanto di Calabria e Umbria. Come evidenziato dall'assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni, questi indicatori attestano l'efficacia delle strategie di promozione e l'attrattività complessiva del territorio.

A fare da traino sono soprattutto i comuni con meno di 5mila abitanti, dove il calendario di sagre, manifestazioni popolari ed eventi legati all'enogastronomia ha intercettato ampi flussi di visitatori. Nel primo semestre del 2026, la crescita delle presenze turistiche nei piccoli borghi piemontesi ha toccato il +9,8%, collocando la regione sul terzo gradino del podio nazionale dietro a Calabria (+12,1%) e Abruzzo (+10,9%).

Il fenomeno delle feste locali e dell'associazionismo legato alle Pro Loco si attesta come un motore economico strategico. L'analisi ministeriale stima che a fronte di costi organizzativi per circa 700 milioni di euro su scala nazionale, il settore generi un indotto complessivo di 2,1 miliardi di euro, dando lavoro a circa 10.500 persone. Nell'ultimo anno quasi il 60% degli italiani ha preso parte ad almeno un evento curato dalle Pro Loco, e il 43,5% lo ha fatto durante un soggiorno di vacanza.

Il patrimonio enogastronomico gioca un ruolo chiave in questa dinamica: il Piemonte concentra da solo un quarto di tutte le produzioni agroalimentari italiane a marchio di qualità. L'amministrazione regionale ha sostenuto nell'ultimo anno 553 Pro Loco per la gestione ordinaria, stanziando inoltre 4 milioni di euro a favore di 358 realtà associative e d'Arma per l'acquisto di strutture e attrezzature per eventi.

Per consolidare i flussi nei prossimi mesi, la Regione ha pianificato una sequenza di iniziative promozionali. Alle trasmissioni radiofoniche nazionali dedicate all'offerta outdoor farà seguito, a fine agosto, il lancio di una campagna digitale focalizzata sugli itinerari cicloturistici. Per la stagione autunnale è infine prevista la presentazione di un progetto congiunto con la Regione Liguria, ideato per valorizzare i percorsi escursionistici e ciclabili che collegano l'arco alpino alla costa marittima.

Redazione

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