Viviamo in un posto bellissimo - 15 agosto 2026, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo dove spicca il verde di Vezzolano

Conclusa la catalogazione di parchi e giardini storici del Piemonte, gratifica trovare tra i luoghi di particolare pregio il Giardino del Chiostro

Viviamo in un posto bellissimo dove spicca il verde di Vezzolano

Dai maestosi parchi delle Residenze Reali Sabaude di Venaria e Racconigi, ai gioielli verdi di dimore come Villa Silvio Pellico, sono quattrocento i giardini e i parchi storici del Piemonte che sono stati al centro di un progetto di catalogazione per creare le basi di valorizzazione della loro, varia e bellissima, identità storica, culturale e paesaggistica. Censimento delle ricchezze verdi piemontesi in un’ottica di rafforzamento dell’offerta turistica, messo in campo dalla Regione grazie a risorse PNRR e al Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino.

Un’attività che ha permesso di costruire un quadro conoscitivo aggiornato e omogeneo del patrimonio storico e paesaggistico piemontese, per supportare le politiche di tutela e pianificazione regionale, oltre che la promozione turistica e culturale. La valorizzazione di parchi e giardini storici favorirà sicuramente lo sviluppo turistico, favorendo nuove modalità di fruizione culturale, nuove motivazioni di scelta, nuove esperienze, capaci di integrare storia, ambiente e benessere. Favorirà, appena da un catalogo si potrà passare ad un catalogo condiviso e visto dai molti, grazie a un sito web dedicato, promosso a dovere, e ad attività social e di ufficio stampa consone.

Nell’attesa, gratifichiamoci che tra i luoghi di particolare pregio, inseriti nella mappatura regionale, ne figuri anche uno dell’Astigiano, il Giardino del Chiostro della Canonica di Vezzolano. Chiostro, tra i meglio conservati del Piemonte, dove si trovano capitelli scolpiti e un importante ciclo di affreschi trecentesco, con la notevole rappresentazione del Contrasto dei tre vivi e dei tre morti.

Brusco avvertimento sulla fragilità della vita terrena che ben si sposa con le fragili essenze naturali che compongono il giardino, spazio verde di pace creato nel 2002 dall'architetto paesaggista Renata Lodari, specialista di verde bellezza, da Verbania, ricca di un curriculum multi pagine. Autrice, nel 2017, dell’Atlante dei Giardini del Piemonte, importante strumento di valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze, frutto dell’imponente censimento di oltre 850 giardini piemontesi, presentati in schede, arricchite dalle fotografie di Giorgio Olivero, cuneese specializzato in fotografia di beni culturali. A Vezzolano, Renata aveva scelto di dar vita ad un giardino che raggruppasse piante simboliche e ornamentali come il ginepro, il bosso, le rose antiche, i gigli e le pervinche per richiamare l'antica atmosfera della vita monastica. Bellissimo, anche se, quale canonica e non abbazia, la vita monastica del posto non ha mai brillato per quantità di presenze. 

Peccato invece che in ambito di più recente catalogazione, oltre al Giardino del Chiostro, la Regione non abbia concesso onore di citazione anche al Frutteto di Vezzolano. Progetto, nato nel 1996, oggi affascinante realtà, di riproporre in una sorta di restauro d’imitazione non tanto la forma di un giardino che non c’era più o forse mai era stata, ma l’idea immutabile di un frutteto di comunità religiose. Progetto realizzato con l’apporto progettuale di Federico Fontana, esperto paesaggista, e della già citata Renata Lodari, suddividendo l’area in quattro settori con due vialetti incrociantisi a croce greca, iconografia riscontrata in molti manuali dell’epoca, e grazie all’encomiabile opera di volontariato di diversi appassionati del posto. 

Frutteto che conserva oltre cinquanta piante e più di venti rare varietà di antiche mele autoctone piemontesi. Mele che sono state soggetti pittorici di una mostra, ambientata in Canonica tra l'ottobre e il novembre del 2023, che raccoglieva le opere di trentadue artisti ispirati dai frutti del Frutteto. Collezione ospitata anche a Torino l’anno successivo, a dare continuità al contributo, non certo da poco per la notorietà del posto, di Carlo Fruttero, che, in “Donne informate sui fatti”, suo romanzo del 2006, aveva ambientato una scena nel turbinio di bianchi petali dei meli di Vezzolano. 

La Canonica, nessun dubbio, è un luogo di infinito valore che si somma, per quanto alla sua componente verde in qualche modo finanziata dal PNNR, al giardino storico di Palazzo Crova, a Nizza Monferrato, unico nell’Astigiano ad essere stato inserito direttamente nei finanziamenti per il restauro e la valorizzazione dei parchi e dei giardini storici. Viva il verde e viva il PNNR.

Davide Palazzetti

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