Attualità - 18 agosto 2026, 13:44

Ferragosto dietro le sbarre: celle al limite e agenti in affanno, ma il riscatto riparte dal progetto di una sartoria

Il sopralluogo della delegazione radicale con Bruno Mellano e Daniele Robotti fotografa le urgenze del carcere cittadino, ormai trasformato in un polo sanitario per detenuti anziani

La delegazione accompagnata dal viceispettore Iorio

La delegazione accompagnata dal viceispettore Iorio

Il Partito Radicale e l'associazione Marco Pannella di Torino hanno fatto tappa, oggi, alla casa circondariale di Asti per la consueta visita estiva. A guidare la delegazione,  l'ex garante regionale Bruno Mellano, accompagnato da Paolo Giargia e Daniele Robotti. 
Durante il sopralluogo, vista l'assenza della direttrice, il gruppo è stato accompagnato dal vice ispettore Giuseppe Iorio. Proprio Daniele Robotti ha illustrato i dettagli della mattinata, delineando un quadro complesso ma con alcune note incoraggianti.

Sovraffollamento e spazi ridotti al limite

Il problema delle presenze resta un nodo cruciale per la casa circondariale astigiana. Sulla questione, Daniele Robotti precisa: "C'è una capienza sul sovraffollamento di circa il 30 per cento. Il numero di detenuti previsto sarebbe di 207, ad oggi siamo a 262 all'interno delle tre sezioni più 12 semiliberi".

Quasi la totalità delle celle ospita due persone, sebbene l'edificio fosse stato originariamente concepito per accogliere un solo individuo a stanza. Questo genera una problematica di convivenza legata alla carenza di spazi vitali: "Il discorso dell'area calpestabile all'interno delle celle è inferiore ai 3 metri quadri regolamentari", una criticità importante che riflette fedelmente l'emergenza nazionale del sovraffollamento.

Un polo per detenuti anziani e agenti sotto organico

Oltre al numero elevato di reclusi, dal sopralluogo emerge un dato anagrafico particolarmente significativo. La maggior parte dei presenti sconta l'ergastolo ostativo e l'età media si sta alzando notevolmente: "Ci sono persone molto anziane, sopra i 60, 70 anni, qualcuno anche di 80. L'amministrazione fa convergere su Asti persone con problematiche di malattie croniche", racconta l'esponente radicale. Fortunatamente, il presidio sanitario interno risponde bene alle necessità: "L'equipe medica è molto efficiente, c'è sempre il medico 24 su 24, gli infermieri, lo psicologo e lo psichiatra".

A soffrire maggiormente di questa situazione è invece la polizia penitenziaria. Rispetto all'organico previsto di 167 agenti, attualmente le unità in servizio sono circa 130 o 140, evidenziando una forte carenza soprattutto per quanto riguarda ispettori e personale di sorveglianza.

Miglioramenti strutturali e laboratori per il futuro

Nonostante le indubbie difficoltà oggettive, la visita ha fatto registrare importanti passi avanti dal punto di vista della manutenzione ordinaria. Le docce e gli ambienti comuni risultano in ordine e recentemente ritinteggiati. Un traguardo essenziale riguarda le fasce più deboli e l'accoglienza. Daniele Robotti conferma: "Finalmente l'area nel giardino per i colloqui con le famiglie e i bambini ha la copertura. È stata terminata, ci sono i giochi e un'area verde". Resta invece l'urgenza di sistemare la sala d'attesa esterna, dove i parenti attendono ancora il proprio turno all'interno del parcheggio.

Guardando ai prossimi mesi, il carcere si prepara ad accogliere nuove iniziative per favorire il reinserimento e la rieducazione. A settembre prenderà il via un laboratorio di sartoria in collaborazione con una compagnia teatrale esterna per la produzione di costumi, mentre per il biennio 2027-2028 è già in cantiere un grande progetto lavorativo dedicato alla panificazione.

Betty Martinelli

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