Meno scuole, ma più grandi e più complesse. È questa la fotografia del sistema scolastico italiano che emerge dall'analisi pubblicata dal Sole 24 Ore, e Asti occupa una posizione tutt'altro che marginale. La provincia astigiana è infatti al 16° posto in Italia per percentuale di istituti classificati nella fascia di alta complessità, con un dato del 40%.
In altre parole, secondo l'elaborazione del quotidiano economico, quattro istituzioni scolastiche su dieci presenti nell'Astigiano appartengono alla fascia A, quella che identifica le realtà con il maggiore livello di complessità organizzativa. Un dato che porta Asti davanti a numerose province italiane e la colloca ai vertici anche del Piemonte: fanno meglio soltanto Vercelli, con il 43,5%, e Novara, con il 40,5%.
Il paradosso: diminuiscono le scuole, aumentano le dimensioni
Il dato astigiano va letto all'interno di una trasformazione più ampia del sistema scolastico. Il dimensionamento degli ultimi anni ha ridotto il numero complessivo delle autonomie scolastiche, accorpando istituti e concentrando sotto un'unica dirigenza un numero maggiore di studenti, plessi e personale.
Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, in appena due anni la quota degli istituti italiani classificati ad alta complessità è passata dal 23% al 27%, mentre il numero complessivo delle istituzioni scolastiche è sceso. Per l'anno scolastico 2026/2027 sono 7.391 le istituzioni considerate nell'elaborazione, contro le 7.586 di due anni prima. Nello stesso periodo quelle in fascia A sono salite da 1.709 a 1.978.
È il risultato, in buona parte, degli accorpamenti: quando più realtà scolastiche vengono riunite sotto una stessa autonomia, aumentano anche il numero degli alunni, dei plessi e delle sedi da coordinare. E con essi cresce il livello di complessità attribuito all'istituto.
Asti è sopra la media nazionale
Il 40% dell'Astigiano assume quindi un significato particolare se confrontato con il dato nazionale del 27%. La provincia si trova infatti 13 punti sopra la media italiana e occupa il sedicesimo posto nella graduatoria del Sole 24 Ore.
Un risultato che racconta anche le caratteristiche del territorio: una provincia con numerosi centri di piccole e medie dimensioni, istituti distribuiti su più sedi e una rete scolastica che deve necessariamente fare i conti con la dispersione territoriale. Proprio la distribuzione delle sedi e la loro articolazione contribuiscono al calcolo della complessità insieme al numero degli studenti, alla presenza di alunni con disabilità, alle sezioni speciali e ad altri indicatori legati al contesto socio-economico.
La fascia di appartenenza, va precisato, non rappresenta un giudizio sulla qualità della scuola. È una classificazione organizzativa utilizzata anche per determinare la componente variabile della retribuzione dei dirigenti scolastici e per le procedure di mobilità. Per il 2026/2027 la fascia A comprende gli istituti con almeno 53 punti.





