Eventi - 28 agosto 2026, 10:39

Palio di Asti: il fascino immutato della corsa astigiana, tra piazze antiche e rioni pronti alla sfida [PROGRAMMA e TEMI DEL CORTEO]

Milleduecento figuranti animano il cuore cittadino per un viaggio tra storia, leggende e passione, celebrando un rito che attraversa i secoli

Palio di Asti: il fascino immutato della corsa astigiana, tra piazze antiche e rioni pronti alla sfida [PROGRAMMA e TEMI DEL CORTEO]

Il battito di Asti torna a farsi sentire più forte che mai in occasione del Palio. Domenica 6 settembre la città si ferma per celebrare la sua essenza più profonda, accendendo gli animi in un rito collettivo che unisce le generazioni. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sottolinea il valore di questa inestimabile eredità: "Questa lunga storia è un ascensore che ha scalato 751 piani trasportando migliaia di persone, migliaia di storie che raccontano come siamo, perché dentro ad una manifestazione come il Palio c'è un pezzo del nostro Dna".

Un legame viscerale ribadito anche dal sindaco, Maurizio Rasero: "Ci sono giorni in cui il tempo ad Asti smette di scorrere e inizia a galoppare". A fargli eco è l'assessore al Palio, Turismo e Manifestazioni, Riccardo Origlia, che lancia un invito appassionato: "Invitiamo i cittadini, i turisti, i viaggiatori curiosi e gli amanti della bellezza a lasciarsi travolgere dal richiamo dei chiaroscuri medievali".

Sicuramente, per i ventuno partecipanti, l'obiettivo è vincere il meraviglioso Palio dipinto da Marco Aru.

 

I ritmi della giornata tra fede e adrenalina

La domenica si apre alle 10 nelle parrocchie cittadine con la solenne cerimonia della benedizione del cavallo e del fantino. Alle 11 in piazza San Secondo c'è spazio per l'esibizione degli sbandieratori dell’A.S.T.A, preludio ideale al momento più scenografico. Dalle 13.45 in piazza Cattedrale prende il via l'imponente corteo storico, con milleduecento figuranti in rappresentanza di rioni, borghi e comuni. Il colorato serpentone sfilerà lungo via Caracciolo, piazza Cairoli, corso Alfieri, via Gobetti, piazza San Secondo, via Garibaldi e via Gardini, per culminare in piazza Alfieri. Proprio in questa splendida cornice, alle 16, si disputerà la tanto attesa corsa a pelo, articolata in tre batterie da sette cavalli. Dopo una nuova esibizione degli sbandieratori prevista alle 17, il picco emotivo sarà raggiunto alle 18 (si spera con i tempi giusti), con la finale a nove e l'assegnazione dell'ambito drappo.

I temi del corteo: un tuffo nel Medioevo

Il vero capolavoro visivo è offerto dai ventuno partecipanti, ognuno portatore di un frammento di storia fedelmente ricostruito attraverso i sontuosi costumi e i temi meticolosamente studiati:

Comune di Baldichieri: "Sussurri di spezie e sortilegi: il sapere femminile tra medicina popolare e accuse di stregoneria". Porta in scena i saperi femminili legati alle erbe, sfociati in aspre accuse.

Rione San Silvestro: "Da 'jeau de paume' a 'real': i Visconti Orleans, Signori di Asti, e la storia del tennis". Racconta la storia ancestrale del gioco e la sua diffusione.

Rione San Paolo: "Gli scudi della memoria: le casate nobili di San Paolo nel Medioevo". Celebra le potenti famiglie cittadine come i Solaro e gli Alfieri.

Borgo Viatosto: "Le virtù francescane: povertà, castità e obbedienza". Omaggia le tre virtù ispirandosi al passaggio di San Francesco in terra astigiana.

Borgo San Marzanotto: "Luchino Visconti signore di Asti". Rievoca il trionfale arrivo in città del signore di Milano, accolto dai nobili nel 1342.

Rione San Secondo: "1263 - Il passaggio di una stella cometa". Affascina il pubblico con il racconto astronomico che scosse gli animi popolari tra terrore e stupore.

Borgo Santa Maria Nuova: "Donne sacre dal profano al divino". Indaga le figure femminili, viaggiando dalle antiche eroine fino alla devozione per la Vergine Maria.

Comune di Canelli: "Figlie della Luna: il femminile nel Medioevo". Esplora il profondo e mistico legame tra la figura femminile, la natura e i cicli lunari.

Rione Cattedrale: "La voce di Dio in terra. Le campane della Cattedrale di Asti: devozione, superstizione e ordine nella società astese". Svela i segreti e il forte valore civile dei rintocchi.

Borgo San Pietro: "Il Battistero tra ombre di leggenda e luci di storia". Sospeso sapientemente tra mito e fede, ripercorre l'origine del suo monumento.

Comune di Moncalvo: "L'olio, oro del Monferrato". Esalta le straordinarie virtù dell'oro liquido, impiegato sia per riti sacri che per unguenti curativi.

Comune di Castell'Alfero: "La cavalleria: aristocrazia guerriera, ponte tra feudo e governo cittadino". Accende i riflettori sul fondamentale ruolo della milizia elitaria.

Borgo Tanaro Trincere Torrazzo: "Corallium: sangue e simbolo". Affonda le radici nelle preziose lavorazioni della gemma densa di mistero e forza apotropaica.

Comune di Montechiaro: "Dalle ceneri alla luce: una comunità che risorge". Narra la laboriosa rinascita di un popolo che giura compatta fedeltà ad Asti.

Comune di Nizza Monferrato: "Medicina medievale, equilibrio dei quattro umori". Si addentra negli studi dell'epoca e nella cura delle malattie.

Borgo San Lazzaro: "La Dormitio virginis, l'antica tradizione accolta nel dogma dell'Assunzione". Porta solennemente in sfilata l'addormentamento di Maria.

Rione San Martino San Rocco: "Dalle fiere d'Europa ai castelli del Roero: l'arte del commercio che fece grande la città". Ricorda la magistrale arte finanziaria di famiglie come i Roero.

Borgo Torretta: "Gli stemmi parlanti: fauna e flora nell'araldica delle famiglie astesi". Decodifica l'affascinante mondo dove la natura fornisce emblemi di potere.

Rione Santa Caterina: "L'Ordine che unì i potenti". Rievoca la sfarzosa istituzione promossa da Amedeo VI di Savoia per siglare preziose alleanze.

Comune di San Damiano: "Lo zucchero: da antica spezia rara a confetto nuziale". Ingolosisce gli spettatori con la curiosa parabola della dolce materia prima.

Borgo Don Bosco (vincitore della scorsa edizione): "Il Trionfo dell'Unione". Corona idealmente l'evento ricordando la mitica e coraggiosa corsa astese del 1275.

Betty Martinelli

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