"Sono fiducioso di un grande Palio". Alla vigilia della corsa, Riccardo Origlia guarda all’appuntamento di domenica con prudenza, ma anche con la consapevolezza di lasciare in eredità un’organizzazione profondamente cambiata. Quello del 2026 sarà infatti l’ultimo Palio gestito integralmente dall’attuale amministrazione e per l’assessore è anche il momento di tracciare un bilancio di questi anni, dal lavoro sulla pista alla comunicazione, fino al rapporto con il mondo dei Comitati.
Assessore Origlia, come immagina il Palio che sta per arrivare?
I presupposti sono tutti per un grande Palio. Innanzitutto dal punto di vista numerico, perché abbiamo avuto una conferma importante con il sold out, nonostante l’aumento di circa 500 posti a sedere. È il segnale di una manifestazione che suscita grande interesse e sulla quale negli ultimi anni si è lavorato tanto, sia dal punto di vista strutturale, per renderla sempre più conforme alla normativa vigente, sia sul piano della comunicazione e dell’informazione. Il fatto che ci siano tante presenze straniere e un seguito così importante la domenica, sia in presenza sia in tv, ne è una conferma.
Uno dei temi sui quali ha lavorato maggiormente è stato quello della pista. Un tempo ogni anno c’era l’incognita dell’idoneità del tracciato. Oggi la situazione sembra molto diversa.
Da sempre l’organizzazione del Palio è stata attenta al benessere animale e alla salvaguardia dei fantini. Esistevano però punti di criticità importanti sulla pista e in questi anni li abbiamo risolti. I problemi principali erano tre: la distanza dello steccato interno dai corpi esterni, come i platani e i lampioni, la flessibilità dello steccato richiesta in caso di eventuali urti dei cavalli e la presenza del cordolo in pietra che delimitava la piazza. Con lo spostamento dello steccato interno della pista verso l’esterno e l’installazione di supporti flessibili siamo riusciti a eliminare questi problemi. La soluzione tecnica apportata ha garantito un vantaggio anche dal punto di vista estetico: apparentemente le cose sono rimaste le stesse ma sostanzialmente abbiamo risolto un problema tecnico conservando la gradevolezza e il contesto della piazza.
Prima di concludere il mandato le piacerebbe vedere realizzata anche la pista di addestramento?
Ci stiamo lavorando con grande impegno. Non poteva esserci una pista di addestramento se prima non ci fosse stata la certificazione della pista di Piazza Alfieri: quella era la base. Da quel momento abbiamo iniziato a cercare un sito che avesse tutte le caratteristiche necessarie. Operazione non semplice viste le dimensioni, la tipologia dell'impianto e i limiti di legge nell’operatività degli enti pubblici. L’auspicio è che venga realizzata. È stata accantonato un budget importante, Ci sono gli elementi per procedere ma bisogna fare i conti con i tempi e con i vincoli, cercando di trovare una soluzione ai problemi che ancora restano.
In questi anni che rapporto ha avuto con il mondo dei Comitati Palio?
Il rapporto che ho instaurato con il Collegio dei Rettori è estremamente franco e costruttivo. Ci eravamo posti degli obiettivi, innanzitutto quello di continuare a correre in piazza Alfieri, e credo che questa amministrazione abbia dato un segnale inequivocabile sulla possibilità di guardare al futuro della manifestazione con fiducia e serenità. Abbiamo cercato di dimostrare sempre vicinanza e collaborazione nei confronti delle tante iniziative organizzate dai Comitati, dei quali riconosciamo il prezioso contributo. Tra le cose che ricordo con più piacere il calendario speciale di eventi per la celebrazione dei 750 anni e lo spostamento del Palio degli Sbandieratori che ha permesso di incrementarne sensibilmente la partecipazione del pubblico e la qualità del contesto organizzativo. Se devo tirare un bilancio, non posso che essere molto soddisfatto, soprattutto considerando i due sold out consecutivi del 2025 e del 2026.
Proprio il pubblico è uno degli indicatori più importanti. Cosa è cambiato nella comunicazione del Palio per conquistare anche chi arriva da fuori Asti?
Abbiamo cercato innanzitutto di trasferire al meglio i contenuti di una manifestazione assolutamente unica, che mette insieme storia, agonismo e competizione. Negli ultimi anni, anche grazie al supporto dell'ente del turismo, abbiamo fatto campagne di comunicazione a livello nazionale, con momenti di incontro con giornalisti e tour operator internazionali. Questo ci ha permesso di far conoscere meglio il Palio, ma anche tutta la nostra offerta di eventi e di eccellenze turistiche. Il Palio, il Festival delle Sagre, la Douja d'Or, il Magico Paese di Natale.
Quindi il Palio non è più considerato soltanto un evento isolato?
Esattamente. Abbiamo cercato di mettere il Palio a sistema con le altre manifestazioni e di offrire una proposta che, se vogliamo, arriva fino a Natale con il Magico Paese. L'idea è costruire un calendario ricco che vada dalle feste del Santo fino a Natale, dando continuità alle iniziative e puntando soprattutto sul turismo familiare, che è il target al quale vogliamo rivolgerci. Anche il periodo post Covid, paradossalmente, ci ha aiutato a capire che le abitudini delle famiglie sono cambiate e che era necessario rinnovare e arricchire la nostra proposta.
C’è anche un altro aspetto sul quale avete lavorato: l’impatto del cantiere del Palio sulla città.
Sì, e credo che anche qui sia stato fatto un lavoro importante. Abbiamo cercato di capire le esigenze delle imprese e di ottimizzare il calendario, prestando massima attenzione a limitare al minimo i disagi. Quest'anno la piazza è stata chiusa il 25 agosto. Non credo sia possibile comprimere ulteriormente le tempistiche dato che sono d realizzare l’impianto delle tribune, stendere una pista e completare tutte le operazioni.
Il suo sarà l’ultimo Palio dell’amministrazione. Che bilancio fa del suo percorso?
Il bilancio è positivo. Quando mi è stata conferita la delega di Assessore al Palio non era scontato che potessimo continuare a correre in Piazza Alfieri: oggi il fatto che il nostro Palio sia considerato a livello nazionale un riferimento in termini di rispetto della normativa è una grande soddisfazione.
È una soddisfazione personale?
Anche, ma principalmente credo sia un motivo di orgoglio per tutto il mondo del Palio e per la città. Il successo che abbiamo ottenuto è stato il frutto di un grande lavoro di squadra ed è questo l'aspetto che vorrei rimarcare maggiormente.
E allora, alla vigilia della corsa, cosa si sente di dire agli astigiani?
Che abbiamo lavorato tanto e che possiamo vivere questo evento unico con orgoglio e gioia. Io sono fiducioso di un grande Palio. Poi sarà la pista, come sempre, a decidere.





