La città si sveglia con il cuore che batte più forte: oggi, domenica 6 settembre, Asti corre il Palio 2026, la giornata che concentra in poche ore storia, tradizione, fede, spettacolo e la passione dei 21 Rioni, Borghi e Comuni che si contenderanno il Drappo.
È il culmine di una settimana di appuntamenti che ha riportato la città dentro il suo racconto medievale, dalle cene propiziatorie della vigilia fino alla corsa a cavallo montato a pelo. Una giornata che comincerà al mattino e raggiungerà il suo momento più atteso nel pomeriggio, quando in piazza Alfieri si correranno le batterie e, alle 18, la finale.
Guglielmo Ventura, il primo a raccontarlo
La memoria scritta del Palio di Asti si deve al mercante e cronista Guglielmo Ventura, autore del Memoriale de rebus gestis civium Astensium. Proprio nelle sue pagine si trova la prima testimonianza certa della corsa, datata 10 agosto 1275.
In quel giorno, dopo un'incursione militare ad Alba, gli astigiani decisero di correre il Palio sotto le mura della città nemica. Ventura scrisse: "Prope eorum portas palius Astensis cursus fuit, sicut fieri solet Ast in festo beati Secundi", ovvero: "Vicino alle loro porte si corse il Palio Astese, come suole farsi ad Asti nella festa di San Secondo".
In poche righe, Ventura consegna un doppio patrimonio: da un lato il ricordo di un evento militare, dall'altro la certezza che già nel XIII secolo il Palio fosse una tradizione viva e legata al culto del patrono cittadino.
Alfieri e la corsa eterna
Molti secoli dopo, un altro grande astigiano, Vittorio Alfieri, celebrò con i suoi versi l'attimo che precede la partenza: "Eccoli al teso canape schierati; con altri assai, ma in lor presenza alteri, né badan pure a que’ minor corsieri, sol l’un l’altro emulando in vista irati".
Parole che continuano a raccontare l'attesa elettrica e l'orgoglio che si respirano ancora oggi intorno al canapo di piazza Alfieri.
Il programma del giorno di festa
La giornata si aprirà alle 10, nelle parrocchie cittadine, con la cerimonia della benedizione del cavallo e del fantino, uno dei momenti più sentiti della giornata del Palio.
Alle 11, in piazza San Secondo, sarà la volta dell'esibizione degli sbandieratori dell'A.S.T.A.
Alle 13:45 partirà da piazza Cattedrale il grande Corteo Storico, con circa 1.200 figuranti in rappresentanza dei Rioni, Borghi e Comuni partecipanti. Il corteo attraverserà il centro storico per raggiungere piazza Alfieri, dove sarà aperto dal Gruppo del Capitano del Palio e dagli sbandieratori dell'A.S.T.A. e chiuso dal Carroccio scortato dagli armigeri.
Poi sarà il momento della pista. Alle 16 prenderà il via la corsa del Palio con i cavalli montati a pelo, senza sella: sono previste tre batterie da sette cavalli. Alle 17 è in programma una nuova esibizione degli sbandieratori, mentre alle 18 sarà il momento della finale a nove cavalli, con l'assegnazione del Palio.
Tre batterie, nove finalisti e pochi minuti per decidere chi entrerà nella storia dell'edizione 2026. Prima ancora della partenza, però, ad Asti il Palio sarà già passato attraverso secoli di memoria, riti, colori e appartenenza.
Dalla storia alla pista
Il 2026 non è un anniversario come quello celebrato lo scorso anno, quando Asti ricordava i 750 anni dalla prima testimonianza scritta del Palio. Ma proprio quella memoria continua a dare un significato particolare alla giornata.
Dal racconto di Guglielmo Ventura alla sfilata dei figuranti, dai vessilli degli sbandieratori al rumore degli zoccoli sulla pista, il Palio rimane un rito che mette insieme passato e presente.
E alla fine resterà soltanto il verdetto del canapo.
Alle 18, in piazza Alfieri, uno dei nove finalisti correrà verso il Drappo. Gli altri venti dovranno aspettare ancora un anno.
Biglietti e accessi
Per la giornata di oggi la biglietteria di via Leon Grandi, angolo Piazzetta Italia, sarà aperta dalle 9 alle 14 per la vendita del parterre e dalle 9 alle 16 per le tribune.
Le tribune risultano già esaurite, mentre resta quindi la possibilità di acquistare i biglietti del parterre fino alle 14.
Poi sarà soltanto Palio.





