Cultura e tempo libero - 06 settembre 2026, 05:44

Il borsino del Palio: Tanaro davanti, ma dietro è bagarre

Arri e Tanaro partono con i favori del pronostico, San Pietro insegue. San Lazzaro e Santa Caterina chiedono strada, mentre Nizza si affida ad Anacleto e al giovane Puligheddu. E attenzione agli outsider: domani potrebbe esserci qualche sorpresa

Il borsino del Palio: Tanaro davanti, ma dietro è bagarre

Se esistesse un listino di Borsa per il Palio, a quest'ora sarebbe probabilmente già sospeso per eccesso di rialzo e di ribasso. Perché a poche ore dal canapo il Palio di Asti 2026 resta una corsa difficilissima da leggere. I primi segnali della pista hanno confermato alcuni nomi della vigilia, ma senza consegnare un padrone assoluto della corsa. Tanaro, Moncalvo e San Pietro sono piaciuti nelle prove di venerdì e restano in prima fila nel pronostico.

E allora proviamo a mettere ordine, con la doverosa premessa che nel Palio l'unica cosa che vale davvero è quella che succede dopo l'abbassamento del canapo.

TANARO – ★★★★★
È il nome che gira più forte. E non soltanto perché lo dice il popolo del Palio: Federico Arri detto Ares ha esperienza, conosce perfettamente Piazza Alfieri e soprattutto arriva con un'accoppiata che ha convinto nelle prove. Tanaro con Chimera da Clodia è considerato il riferimento della vigilia. Il sorteggio ha poi regalato al borgo una prima batteria sulla carta più abbordabile rispetto alle altre, con il vantaggio di avere eventualmente più tempo per recuperare in vista della finale. Insomma, tutto sembra apparecchiato. E proprio per questo, naturalmente, adesso tocca ad Arri evitare che il tavolo venga sparecchiato prima del tempo.

SAN PIETRO – ★★★★★
Se Tanaro è il favorito, San Pietro è probabilmente il primo candidato a fargli compagnia sul podio. Carlo Sanna ha un cavallo che ha dato indicazioni interessanti e con la consueta esperienza da grande Palio. Venerdì ha confermato le aspettative e domani avrà anche una batteria di ferro, insieme a Don Bosco, San Damiano e Santa Maria Nuova. Ma se vuoi vincere il Palio, prima o poi devi battere i migliori. E San Pietro sembra avere intenzione di provarci.

SAN LAZZARO – ★★★★½
Qui il binomio è di quelli che fanno drizzare le antenne: Giuseppe Zedde detto Gingillo e due cavalli promossi senza problemi alle visite. Il fantino arriva da un periodo personale delicato, ma ha confermato la sua presenza e la sua determinazione. Tecnicamente è una delle monte più pesanti del lotto. La seconda batteria, però, è una specie di Palio nel Palio: San Lazzaro dovrà passare attraverso Torretta, Santa Caterina, San Martino-San Rocco e gli altri. Se ne esce bene, può diventare molto più di una semplice mina vagante.

SANTA CATERINA – ★★★★½
Il rione rosaazzurro riparte da Adrian Topalli detto Vulcano, ormai una presenza abituale nelle zone alte dei pronostici astigiani. I cavalli sono entrambi idonei e la continuità della monta rappresenta un punto a favore. Il problema? La batteria. Santa Caterina è capitata proprio nel mucchio dove nessuno può permettersi una partenza sbagliata. Ma forse è proprio lì che si vede chi ha davvero ambizioni da Palio.

MONCALVO – ★★★★
Non fa molto rumore, ma quando si parla di Gavino Sanna è sempre meglio tenere le orecchie aperte. El Rey e Freeboo di Pouey hanno superato le visite e nelle prove di venerdì Moncalvo è stato indicato tra i protagonisti. È il classico cavallo da borsino: magari non lo metti in cima alla lista, ma quando inizi a cancellare i nomi degli altri te lo ritrovi sempre lì. E infatti eccolo.

NIZZA MONFERRATO – ★★★★
Qui c'è probabilmente la storia più intrigante. Il cavallo è Anacleto, quello che lo scorso anno ha vinto il Palio con Tittia. Il fantino, invece, è il giovane Gabriele Puligheddu detto Granito, chiamato a raccogliere l'eredità più pesante possibile dopo il forfait di Giovanni Atzeni. Il materiale per fare bene c'è tutto; l'incognita è l'esperienza del fantino in Piazza Alfieri. Ma attenzione: essere debuttante non significa essere sprovveduto. E con Anacleto sotto, sarebbe imprudente voltarsi dall'altra parte.

SAN PAOLO – ★★★★
È uno di quei nomi che possono diventare molto scomodi per tutti. Mattia Chiavassa avrà a disposizione uno dei cavalli di Valter Pusceddu, Dubbio o Arraju, entrambi considerati soggetti di qualità. Il sorteggio non è stato particolarmente benevolo, ma se San Paolo supera la prima batteria senza consumare troppo, può diventare una delle mine vaganti della finale.

DON BOSCO – ★★★½
I campioni uscenti non possono essere cancellati dal borsino, anche se il cambio di fantino pesa. Michel Putzu detto Spago raccoglie la pesante eredità di Tittia e dovrà difendere un drappo che nel 2025 era arrivato proprio grazie ad Anacleto. Quest'anno il cavallo non è più in gialloblu e il compito è quindi ancora più complicato. 

SANTA MARIA NUOVA – ★★★
Il cambio in extremis con Andrea Coghe detto Tempesta ha dato una scossa al borgo. Coghe è arrivato praticamente all'ultimo momento e ha ammesso di aver avuto pochissimo tempo per prepararsi. Ma porta con sé esperienza e soprattutto cavalli che conosce bene. Non è il favorito della vigilia, ma è esattamente il tipo di accoppiata che può trasformarsi in una brutta notizia per chi si sente già in finale.

E GLI ALTRI?
Qui entriamo nel territorio degli outsider, quello dove il Palio si diverte maggiormente a prendere a schiaffi i pronostici. San Martino San Rocco con Dino Pes ha esperienza da vendere; Viatosto con Scompiglio non ha certo bisogno di presentazioni; San Secondo con Shardana può giocarsi le sue carte.

Alla fine, dunque, il nostro borsino mette Tanaro e San Pietro davanti a tutti, con San Lazzaro, Santa Caterina e Moncalvo immediatamente dietro. Nizza e San Paolo sono le mine vaganti, .

Poi, naturalmente, c'è il piccolo dettaglio del canapo.

E quello, come ogni anno, non legge il borsino.

Alessandro Franco

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