Palio - 07 settembre 2026, 16:16

Il trionfo di San Martino San Rocco e i tempi infiniti della corsa sotto il sole: il Palio di Asti ha bisogno di una nuova formula? [SONDAGGIO]

Ai lettori "la palla" per poter dire ufficialmente la loro opinione: Volete un ritorno alla terza domenica di settembre o la divisione tra sabato e domenica?

Il popolo biancoverde (Ph. Filippo Rozzino)

Il popolo biancoverde (Ph. Filippo Rozzino)

Il drappo che cala sull'edizione appena conclusa del Palio di Asti lascia negli occhi i colori di una bellissima finale e il trionfo del tenace Dino Pes. A 46 anni, il fantino ha riportato la vittoria al comitato di San Martino San Rocco, riscattando una giornata per molti versi stramba e complessa.

La macchina organizzativa ha però mostrato qualche fatica di troppo sotto un sole cocente, evidenziando tempi dilatati che meritano una riflessione attenta.

I ritardi e la diretta nazionale saltata

A centrare il punto è lo storico giornalista Sergio Miravalle, che dall'osservatorio privilegiato della postazione Rai ha vissuto in prima persona l'impossibilità di raccontare l'epilogo della corsa agli spettatori di tutta Italia. Il collegamento su Rai 3 nazionale, partito alle 18, si è chiuso inesorabilmente alle 19, mentre la finalissima si è conclusa soltanto alle 19,32.

Il suo parere non lascia spazio a dubbi: "La macchina del Palio ha dimostrato sotto il sole cocente di avere bisogno di una bella registrata".

I ritardi si sono accumulati fin dal pomeriggio. La prima batteria, partita alle 16,22, ha collezionato ben otto false partenze, tra cadute al canapo, furberie dei fantini e le evidenti difficoltà del mossiere Calamassi, che ha faticato a tenere in pugno la mossa, finendo per validare una partenza non dissimile da quelle annullate in precedenza. A questo si sono aggiunte le lunghe pause tra una corsa e l'altra: mezz'ora di trattori in pista per fresatura, irrorazione e rullatura della terra.

La voce del pubblico e le possibili soluzioni

Le altre batterie sono scivolate via con tempi migliori, ma è rimasta la sensazione di mosse troppo autogestite dai protagonisti a cavallo. Sulle tribune, il caldo e le lunghe attese hanno spinto parte del pubblico a fischiare, facendo ironicamente notare le proprie tempistiche di vita quotidiana: "Lunedì dobbiamo andare a lavorare".

Il Palio resta una manifestazione stupenda, un patrimonio inestimabile per la nostra città, ma le ore che trascorrono tra l'avvio del corteo e il lampo finale rischiano di disperdere l'entusiasmo.

Ecco perché crediamo sia giunto il momento di aprire un dibattito costruttivo. Le formule per snellire e valorizzare l'evento non mancano. C'è chi suggerisce di riportare la corsa alla terza domenica di settembre, per beneficiare di un clima meno opprimente. Altri ipotizzano un salto a maggio, in concomitanza con le celebrazioni del Santo Patrono. Un'ulteriore strada potrebbe essere quella di sdoppiare l'evento, correndo le batterie al sabato e concentrando l'attenzione sulla sola finalissima la domenica, magari preceduta dal corteo storico. Tante riflessioni già tentate dall'ex Capitano del Palio, avvocato Paolo Bagnadentro.

Dite la vostra

Vogliamo che siate voi lettori a prendere la parola. Come giudicate l'attuale formula? Preferireste un cambio di data o una riorganizzazione delle gare nel fine settimana?

Vi invitiamo a esprimere la vostra opinione partecipando al nostro breve sondaggio, per capire insieme quale direzione possa fare il bene del nostro amato Palio.

Cliccate a questo link e partecipate numerosi.

Betty Martinelli

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