Il tradizionale appuntamento con il Palio di Asti e gli eventi collaterali della manifestazione hanno riportato l'attenzione anche sull'aspetto del benessere dei cavalli impiegati nelle rievocazioni storiche. Nelle stesse ore in cui in piazza si celebrava il "rito" più importante del Settembre Astigiano, a poche decine di metri si è svolto un presidio organizzato da movimenti contrari all'utilizzo degli animali nelle manifestazioni folcloristiche, agonistiche e di intrattenimento, volto a richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica su temi di natura etologica.
Secondo quanto riferito dai promotori della protesta, il momento di confronto ha registrato l'interesse di diversi passanti che si sono avvicinati per approfondire le motivazioni dell'iniziativa, pur in presenza di isolate provocazioni registrate sul posto. L'asse portante della contestazione riguarda la compatibilità tra le esigenze fisiologiche delle specie e il contesto tipico delle celebrazioni popolari, caratterizzato da forti stimoli acustici, folla e ritmi serrati.
Al centro dei rilievi vi sono anzitutto i cavalli impiegati nella corsa. Per i promotori, fattori quali il trasporto, le metodologie di addestramento, il clima agonistico e le sollecitazioni ambientali rappresentano elementi di potenziale criticità che richiedono una valutazione approfondita. Nel comunicato diffuso post presidio viene inoltre segnalata la presenza, durante il corteo storico, di altri animali esposti a condizioni ambientali complesse, tra cui un cane apparso affaticato a causa del rumore e della calura.
La presa di posizione assume una portata di principio che va oltre i singoli aspetti logistici e organizzativi della kermesse piemontese. "Il punto centrale della nostra contestazione è etologico", hanno dichiarato gli organizzatori nel testo, "gli animali non sono strumenti e il loro stato di stress deve essere considerato prima di qualsiasi esigenza di spettacolo". I manifestanti respingono l'idea che il valore storico di una consuetudine possa prevalere sulla tutela della fauna: "Riteniamo che la sofferenza o lo stress non possano essere un prezzo accettabile in nome della tradizione", specificando inoltre che "non esiste un modo per utilizzare gli animali, esiste solo un modo per rispettarli", concetto ribadito a sostegno della richiesta di superare ogni forma di impiego non necessario degli esseri viventi.
L'iniziativa intende dunque sollecitare un ripensamento complessivo delle normative che regolano la partecipazione animale nelle feste di piazza, ponendo le basi per un confronto strutturato tra amministrazioni, comitati organizzatori e comunità scientifica sulla sostenibilità etica di tali manifestazioni.






