Eventi - 13 settembre 2026, 07:28

La memoria contadina torna a sfilare per le vie di Asti

In occasione del Festival delle Sagre, oltre tremila figuranti e ventinove Pro Loco mettono in scena la vita rurale del passato, prima di riaprire le cucine in piazza Campo del Palio

Un momento (ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin) della sfilata contadina del 2025

Un momento (ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin) della sfilata contadina del 2025

La domenica del Festival delle Sagre Astigiane si apre con il suo momento più poetico e carico di memoria: la grande sfilata contadina, autentico cuore folkloristico dell'evento. Dopo il debutto gastronomico di ieri - ampiamente approfondito nel servizio dedicato a menù, specialità e prezzi delle ventinove Pro Loco - stamattina la festa lascia temporaneamente i fornelli per farsi racconto corale lungo le vie cittadine.

Il corteo si muoverà alle 9.30 da corso Matteotti per attraversare il centro storico – toccando piazza Marconi, via Cavour, piazza San Secondo, piazza Alfieri e viale alla Vittoria – prima di confluire in piazza Campo del Palio. A dare il ritmo alla rievocazione sono circa tremila figuranti, guidati in apertura dai Frustatori di Rocchetta Tanaro con il gruppo I Controcorrente, mentre le bande musicali di Villafranca e Costigliole d'Asti scandiranno l'avvicendarsi delle stagioni. L'accesso al percorso è libero per tutti, con la tribuna di piazza Alfieri accessibile a pagamento fino alle 10.

A riprova che la dedizione con cui pro loco e figuranti partecipano all'evento con passione viscerale e più forte del tempo che passa, segnaliamo che un trattore che trainerà uno dei carri di Casabianca sarà guidato, per la 17esima volta consecutiva, da Luigi Lazzarino, 92 anni compiuto lo scorso 5 settembre, accompagnato dalla inseparabile cagnolina Peppa, che da ormai un decennio non lo lascia mai solo... nemmeno sul trattore.

[Lazzarino con l'assessore alle Manifestazioni Riccardo Origlia e, davanti a loro, l'inseparabile Peppa]
 

Le quattro stagioni della vita contadina

Al centro della rievocazione, come di consueto, ci sarà il ciclo dell'anno, strutturato in quattro quadri stagionali che mostrano la vita rurale tra fine Ottocento e metà Novecento.

L'estate apre con il lavoro nei campi e i momenti aggregativi: Variglie racconta la coltivazione, la raccolta e la conservazione in bottiglia della rinomata pesca limonina; Calliano porta la vicenda dell'acqua solforosa della Pirenta, celebre per le sue virtù curative per persone e animali; Castelnuovo Calcea ripercorre la catena del grano dalla falciatura alla trebbiatura fino al pane; Castell'Alfero rievoca la devozione popolare che nel dopoguerra portò all'edificazione della chiesetta del Cuore Immacolato di Maria alla presenza di Giovanni Boano; San Damiano mette in scena la tradizionale festa patronale di San Rocco con l'asta del cappotto; Mongardino riproduce l'attività del maglio per forgiare zappe e badili; Villanova chiude con il vivace mercato della piana e la tipica gallina bionda.

L'autunno è segnato dalle trasformazioni e dai grandi cambiamenti sociali: Villafranca rievoca la spensieratezza e il rito di passaggio della festa di leva; Azzano d'Asti ricorda il dolore e la speranza dei contadini costretti a emigrare verso l'America sul transatlantico Virginia; Castellero celebra la nocciola come risorsa economica fondamentale, dalla messa a dimora dei noccioli ai dolci da forno; Cunico illustra il meticoloso rito della pigiatura e della vinificazione nelle cantine; Mombercelli omaggia le proprie radici dolciarie con la storica fabbrica del torrone friabile della famiglia Barbero; Nizza Monferrato rievoca l'omaggio del 1936 al pioniere delle conserve Francesco Cirio, con la presenza della procuratrice Rita Jachia; Cortazzone propone il solenne corteo funebre de "L'ultimo viaggio"; Valenzani ripercorre la data di San Martino con l'amaro trasloco dei mezzadri a cui non veniva rinnovato il contratto agrario.

L'inverno si raccoglie attorno ai focolari domestici e alle veglie: Callianetto mostra l'intero ciclo di lavorazione della canapa, dalla macerazione al telaio; Cantarana mette in scena l'allegria carnevalesca legata alla figura dello stagnino; Montechiaro porta in piazza la storica svolta democratica del 17 marzo 1946, quando le donne parteciparono per la prima volta al voto; Revignano illustra la veglia nella stalla riscaldata dal fiato degli animali, con la curiosa figura del mediatore di matrimoni; Serravalle documenta i mestieri riparatori svolti nei cortili e la musica della tradizionale banda delle zucche secche.

La primavera, infine, simboleggia il risveglio della comunità e la ripartenza: Casabianca rende omaggio alla Resistenza e alla liberazione di Asti attraverso i ricordi di Alfredo Vespa, nome di battaglia Yanez, e l'annuncio radiofonico di pace di Corrado Mantoni; Antignano racconta il colorato viaggio degli abitanti verso Asti per la storica Fiera Carolingia di fine anni Cinquanta, tra biciclette cariche, arance e i primi trattori a testa calda; Montiglio Monferrato rievoca l'arrivo dell'acquedotto nel 1933; Quarto d'Asti ripropone il lunedì di Pentecoste tra fagiolata comunitaria e corsa degli asini; San Marzanotto ricostruisce in funzione i macchinari della storica fabbrica di palloni MAGA, ricordando campioni della pallapugno come Felice Bertola e Massimo Berruti; Tonco celebra la rivalità paesana nel gioco del tamburello a muro; Sessant mette in scena il rito domestico delle pulizie primaverili con la cardatura della lana dei materassi; Viarigi conclude con la fienagione manuale del maggengo.

Concluso il passaggio dei carri, la festa ritornerà pienamente gastronomica. Il grande villaggio in piazza Campo del Palio riaccenderà i fornelli alle 11.30 per accogliere i visitatori fino alle 22 o a esaurimento scorte alimentari. Accanto agli stand delle Pro Loco, la giornata prosegue con il mercatino gastronomico ai giardini del Parco della Resistenza, servizi navetta dedicati, un "punto bimbi" e una particolare cura per l'accessibilità, confermando le Sagre come un momento di aggregazione popolare capace di unire passato e presente.

Redazione

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