Proseguono i progetti che interesseranno la Palazzina del peso di Canelli, come recentemente comunicato dall’amministrazione, che ha espresso la propria intenzione di destinare le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) a un intervento di rigenerazione urbana e sociale proprio su quest’area.
L'immobile, situato davanti a piazza Unione Europea, secondo quanto dichiarato sarà interessato da operazioni che vanno dal restauro, per riqualificare l'intera porzione urbana, fino allo sviluppo di uno spazio dedicato alla socialità e alla partecipazione della comunità.
“Da tempo la zona presenta condizioni di abbandono e degrado. Da una parte c’è il fiume Belbo, elemento naturale che attraversa e caratterizza la nostra città; dall’altra un giardino oggi chiuso e inutilizzato, che potrebbe invece tornare a essere uno spazio vissuto dalla comunità”, scrive l'amministrazione.
L’idea: la “Casa delle Associazioni”
Il progetto prevede la trasformazione dell’edificio in una “Casa delle Associazioni”, con al piano terra un ambiente polifunzionale aperto alla cittadinanza, destinato a riunioni, eventi e occasioni di aggregazione. Spazio che si aprirà direttamente sul giardino annesso, che tornerà fruibile per feste, incontri pubblici e altre iniziative di socializzazione. Al primo piano resteranno invece le quattro sale già in uso alle associazioni del territorio, con l'adeguamento dei servizi igienici.
“Non vogliamo quindi cancellare ciò che già esiste - afferma il Comune - Vogliamo valorizzarlo, migliorarlo e renderlo più funzionale, creando una vera casa comune per il mondo associativo di Canelli”.
Il nome dato a questa iniziativa è “Cherplure”, parola piemontese che significa “crepa”; qui, un concetto architettonico che prende ispirazione dalla terra delle vigne: “Quella terra che il sole rende arsa, che si apre e si spacca, creando delle crepe. Ma proprio attraverso quelle crepe passa l’acqua. E dall’acqua nasce la vita. Dalla terra, dall’acqua e dal lavoro dell’uomo nasce la vite”. In soldoni, un modo per simboleggiare la volontà di rigenerazione urbana, contribuendo a creare una nuova centralità all'inizio del percorso verso il centro città.





