C’è un volto del tambass che va oltre il risultato sportivo, capace di emozionare, coinvolgere intere comunità e sostenere le realtà più preziose del territorio. È quello andato in scena domenica scorsa a Moncalvo, dove una sfida non competitiva, nata dall’ironia e dalla goliardia di due capitani d’eccezione, si è trasformata in un autentico evento di partecipazione popolare.
Alla “Fossa dei Leoni”, lo scenografico sferisterio cittadino situato sotto i torrioni dell’antico castello e dedicato alla memoria del giocatore aleramico Roberto Carni, sono accorse centinaia di spettatori. Un colpo d’occhio suggestivo, con le colorate tifoserie delle due formazioni miste, composte da giocatori di Serie A e da alcuni protagonisti del mondo dell’Open, a fare da cornice a un appuntamento che ha saputo conquistare anche il pubblico dei social e dei giornali.
Il duello tra il Barbiere e il Bibitaro
Al centro della scena, due note figure della comunità moncalvese: il “Barbiere”, Gaetano Guarino, e il “Bibitaro”, Christian Accatino. Due capitani, due squadre e una sfida all’insegna del divertimento, con il tambass a fare da protagonista assoluto.
L’incontro, pur privo di una valenza agonistica tradizionale, ha regalato spettacolo e coinvolgimento, trasformandosi in un’occasione per riunire generazioni diverse di appassionati e curiosi attorno a uno degli sport più identitari del territorio.
A spuntarla, al termine del “duello”, è stata la formazione del Barbiere, ma il vero successo è stato quello della manifestazione, capace di richiamare un pubblico numeroso e di generare una significativa eco mediatica.
Sport e solidarietà: il tambass al servizio della comunità
L’evento non è stato pensato soltanto per offrire una giornata di spettacolo. Il suo obiettivo era anche quello di sostenere una realtà fondamentale per la comunità locale: l’Asilo Fratelli Camossi, al quale saranno devolute le offerte raccolte durante l’iniziativa.
Un gesto concreto che conferma la capacità del tambass di mettere il proprio seguito e la propria popolarità al servizio del territorio, creando occasioni di incontro e solidarietà attraverso lo sport.
Le autorità e l’anima del tamburello moncalvese
La giornata si è conclusa con una premiazione partecipata, alla presenza di numerose autorità della Federazione Italiana Palla Tamburello. Tra gli intervenuti la vicepresidente nazionale Alessandra De Vincenzi, il presidente e il vicepresidente regionale Riccardo Bonando e Roberto Gino, oltre al presidente del Comitato di Asti e della Commissione del Muro e Storico, Mimmo Basso.
A coordinare l’evento e ad accompagnare il pubblico durante il pomeriggio è stato Enrico Bacchiella, anima del tamburello moncalvese, impegnato nel ruolo di speaker e coordinatore della manifestazione.
Una festa nella quale vincitori e vinti si sono ritrovati uniti sotto il segno dello sport, dell’amicizia e della solidarietà. La sfida tra il Barbiere e il Bibitaro ha dimostrato come il tambass possa attrarre anche chi non frequenta abitualmente gli sferisteri, diventando un punto di riferimento per la comunità.
L’appello: appuntamento fisso ogni anno
Il successo della prima edizione ha già fatto nascere una richiesta precisa: trasformare l’iniziativa in un appuntamento annuale. Un desiderio condiviso dal pubblico, che ha accolto con entusiasmo l’idea di ritrovarsi nuovamente alla “Fossa dei Leoni” per un’altra giornata di sport e solidarietà.
Un progetto che potrebbe diventare anche un gradito omaggio al 50° anniversario della massima serie del tambass, celebrato proprio nel 2026. Un traguardo importante per una disciplina che continua a rinnovarsi, senza perdere il proprio legame con la storia, le tradizioni e le comunità del Monferrato.









