Scuola - 15 settembre 2026, 18:15

Scuola astigiana, l'affondo di Bovino: "Servono fatti concreti, non annunci"

Il coordinatore provinciale di Azione denuncia le carenze strutturali che colpiscono oltre 22mila alunni

Scuola astigiana, l'affondo di Bovino: "Servono fatti concreti, non annunci"

La ripresa delle lezioni per gli oltre ventiduemila studenti della provincia di Asti ripropone le consuete criticità strutturali, segnando una netta distanza tra le strategie dichiarate a livello ministeriale e la realtà quotidiana degli istituti del territorio. Accanto al massiccio ricorso al precariato, testimoniato da oltre seicento cattedre affidate a personale supplente, pesano le recenti fusioni deliberate per contenere la spesa e un diffuso deficit tecnologico, che vede molti insegnanti impossibilitati persino ad agganciarsi a una rete internet per svolgere le lezioni.

Sulla situazione interviene anche il coordinatore di Azione Mario Bovino, evidenziando come l'accesso alla formazione debba tradursi in ambienti didattici moderni, sicuri e pienamente operativi. In molte aule, infatti, la carenza di computer efficienti e di connessioni stabili impedisce lo svolgimento di una didattica al passo con i tempi. A fronte di richieste formative sempre più orientate alle competenze avanzate, le strutture continuano a disporre di dotazioni inadeguate. Secondo Bovino, "Asti non può continuare ad andare a rilento: dobbiamo correre per non rimanere indietro rispetto al resto del Piemonte e dell'Italia", un ritardo che rischia di compromettere la competitività delle nuove generazioni.

Il quadro delineato impone interventi mirati e immediati. Secondo Bovino, la disponibilità di una connessione Wi-Fi affidabile e di postazioni informatiche funzionanti in ogni plesso rappresenta ormai una dotazione essenziale e non un elemento accessorio. Allo stesso modo, i processi di accorpamento tra sedi scolastiche storiche non possono ridursi a mere manovre di bilancio, ma devono mirare a preservare la qualità dell'offerta formativa, salvaguardando sia gli indirizzi liceali sia i percorsi professionali.

Un'ulteriore priorità riguarda la continuità didattica, compromessa dalla costante rotazione degli insegnanti a ogni avvio di anno scolastico, insieme alla necessità di alleggerire gli oneri burocratici per le famiglie e garantire servizi di trasporto pubblico puntuali. Investire sull'istruzione e sui giovani significa creare le basi per l'occupazione e il benessere dell'intera comunità, motivo per cui "la scuola deve tornare al centro delle priorità del nostro territorio", conclude il referente di Azione.

Redazione


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