Vacanze Astigiane - 17 settembre 2026, 18:06

Vacanze Astigiane nell’arte di Germinale

Oggi invito in alcune delle trenta sedi espositive di Germinale, festival diffuso d'arte contemporanea che mette in rete diciannove Comuni tra Astigiano e Alessandrino

L'opera di Luigi Mainolfi nell'androne di Palazzo di Città ad Asti

L'opera di Luigi Mainolfi nell'androne di Palazzo di Città ad Asti

A scorrere il sito web di Germinale, cammino tra le più interessanti espressioni d’arte contemporanea, iniziato tre anni fa con l’encomiabile obiettivo di trasformare colline e borghi di Astigiano e Monferrato in un museo diffuso. La difficoltà di scegliere solo alcune delle tante sedi espositive, non posso nascondere sia stata notevole. Tutti borghi d’alto valore, tutti spazi affascinanti, tutti artisti di carattere e di qualità. La rassegna, e qui sta la sua vera forza, mette in rete diciannove Comuni tra Astigiano e Alessandrino, trenta sedi espositive e sessantacinque artisti. Numeri di indubbio rilievo che questa edizione, inaugurata lo scorso 11 settembre e in scena fino al 4 ottobre, segue il filo conduttore condensato nel suo titolo “Di marne feconde, un mare”: indagine artistica sulla memoria del sottosuolo, richiamando l'antico bacino marino da cui hanno avuto origine le marne calcaree e argillose che caratterizzano ampie aree territoriali. Filo conduttore su un itinerario artistico ramificato, in cui ogni borgo diventa una tappa non solo di un percorso culturale, ma anche opportunità di scoperta e di emozioni.

Le sedi espositive che compongono la costellazione di Germinale è evidente siano state selezionate per il loro legame profondo con la storia, l’architettura e la tradizione locale. Chiese sconsacrate, castelli, costruzioni di pregio storico-architettonico e spazi dalla forte valenza simbolica sono lo scenario perfetto in cui ambientare le opere d’arte contemporanea, contribuendo alla loro conoscenza, tutela e valorizzazione. Tutte bellissime, ma, alla fine, ne ho dovuto scegliere quattro, esempi di quel magico incontro tra arte contemporanea, storia, tradizione e bellezza naturale che è caratteristica dominante d’evento, nel molteplice invito a farsi coinvolgere in un viaggio sensoriale unico e raro.


Viaggio che farei partire dal Palazzo di Città di Asti, sede comunale dal 1558, portata alle attuali forme barocche tra il 1727 e il 1741 dal grande Benedetto Alfieri. Nell’ampio androne d’ingresso è conservata l’antica “pietra di paragone“, un tempo utilizzata come unità di misura pubblica per mattoni e coppi a cui ben si abbina l’opera di Luigi Mainolfi, uno dei massimi esponenti della scultura italiana contemporanea, Soltitan”. Figura fantastica e zoomorfa che fa parte della serie del celebre Bestiario di Mainolfi e che, sicuramente senza volerlo, ricorda quante spinose questioni stiano tenendo campo al piano di sopra. 

Seconda tappa a Rinco, frazione di Montiglio, presso la sede della Quasi Fondazione Carlo Gloria, epicentro dell’iniziativa di Germinale. Ampia location espositiva articolata su due livelli, con due ambienti spaziosi per ogni piano, in uno storico edificio nell’assai affascinante parte storica del borgo, dove il tempo sembra essersi fermato, con un nucleo di case storiche a fare da corona alla mole del castello, fortezza medioevale, modificata nei secoli fino ad assumere dal Seicento le eleganti forme di una residenza signorile barocca. Tra le opere dei tre artisti lì ospitati, da non perdere ”Andiamo e veniamo” di Carlo Gloria. Opera pittorica incentrata su un movimento che non finisce mai. Qualcuno parte, qualcuno arriva, qualcuno torna e Carlo ritrae gli abitanti di Rinco in cammino nelle due direzioni, senza una meta dichiarata. Persone reali, da chi abita lì da generazioni a chi è arrivato di recente, chi è tornato, chi passa. 

Dopo Rinco, Frinco, mirabile borgo del Nord Astigiano, caratterizzato dall’imponenza del suo antico castello, a mio parere il meglio castello provinciale, nell’evidenza non usuale delle sue origini, che riportano al XIII secolo. Castello tornato recentemente in vita e fruibilità grazie alla premiante visione dei locali amministratori. Castello che ospita l’arte di due giovani autori, Luca Alberti e Davide Mineo che propone “Scenario d’azione”, installazione, fatta di luce e di pittura che diventa parte dell’architettura delle mura millenarie in cui si inserisce. Costante tensione positiva, che suggerisce attese e domande, in un tempo di contemplazione necessariamente dilatato, a staccarsi dal correre odierno, tra prospettive fugaci, troppo pieno e carenze varie di senso.

Ultima tappa a Cocconato, rimirato il centro storico del paese, la meta d’arte è nella storica farmacia di via Roma, piccolo gioiello che ha mantenuto fino ad oggi le antiche caratteristiche originali, con mobilio, arredi e accessori che riportano al Settecento. All’interno, al centro della volta, campeggia un affresco dell’Arcangelo Gabriele, attribuito al pittore Carlo Antonio Martini. Affresco ottocentesco dal soggetto non casuale, raffigurando l’Arcangelo tradizionalmente associato alla guarigione e alla protezione della salute corporea e spirituale. Farmacia che ospita l’esposizione di illustrazioni contemporanee, racconto di infernot, borghi, architetture, castelli, paesaggi, comunità e dettagli di bellezza, ad opera di ben dodici artisti. 

Davide Palazzetti


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