Tutto ha inizio con una poltrona, un nonno che racconta e una nipote in ascolto. Lui ha vent'anni quando parte per il fronte della Seconda guerra mondiale; lei ne ha altrettanti quando decide che quelle memorie non devono andare perdute. È da questa intima premessa che prende vita Avevamo vent'anni - Memorie di due generazioni, il romanzo d'esordio di Serena Salvetti, giovane autrice nata a Canelli e da tempo residente nel Cuneese.
Il viaggio nella memoria
L'opera, autopubblicata lo scorso luglio, non si limita a essere un resoconto storico. Il viaggio geografico e umano del protagonista spazia dalle Alpi alla Sardegna, per poi fare ritorno nel cuore delle Langhe e della Val Bormida, attraversando i comuni di Cravanzana, Bubbio, Vesime e la stessa Canelli.
Lontana dalla retorica del reduce o da intenti puramente celebrativi, l'autrice sottolinea: "La narrazione restituisce la cronaca autentica e senza filtri di un ragazzo qualunque". Il racconto non si esaurisce infatti nelle drammatiche dinamiche del conflitto o della Resistenza, ma offre uno spaccato vivido della vita dell'epoca. L'orrore del fronte si alterna a inaspettati momenti di spensieratezza giovanile, di profonda solidarietà e di quotidianità rurale.

Una promessa silenziosa
È in questo complesso scenario che il protagonista compie la scelta, tanto decisiva quanto rischiosa, di unirsi alla lotta partigiana. Un percorso difficile, che culmina nel faticoso e intimo ritorno alla normalità.
Serena Salvetti incarna nella vita un affascinante dualismo: ingegnere di professione in un'azienda locale e umanista per vocazione. Il suo romanzo d'esordio nasce proprio da una promessa silenziosa fatta a se stessa: salvaguardare i racconti di vita di suo nonno. L'intreccio tra la memoria privata e la storia collettiva di un territorio profondamente segnato dalla lotta di Liberazione si trasforma così in una riflessione universale sul valore dei luoghi, delle relazioni e delle decisioni individuali di fronte alle grandi crisi della storia.
Un passaggio di testimone ritenuto vitale dalle nuove generazioni: "Un passaggio di testimone necessario, che dimostra come i dilemmi morali e il coraggio di ieri siano gli stessi specchi di cui abbiamo bisogno per interpretare e affrontare il nostro presente".
L'autrice
Serena Salvetti è nata a Canelli e vive nelle Langhe, terra a cui è legata da un profondo senso di appartenenza e identità. Nella vita incarna un proficuo dualismo: ingegnere di professione e umanista per vocazione. Accanto al rigore scientifico e analitico, coltiva da sempre una profonda passione per il teatro, l'arte, i viaggi, gli animali e lo studio della memoria locale. "Avevamo vent'anni" è il suo romanzo d'esordio, nato dalla promessa silenziosa di salvaguardare i racconti di vita di suo nonno. Il risultato è una narrazione che non si limita alla ricostruzione storica locale, ma getta un ponte ideale tra la generazione che ha
conquistato la libertà e quelle contemporanee.
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