Per il quarto anno consecutivo Canelli torna a rendere omaggio a Giuseppe Ungaretti, e questa volta in concomitanza con un importante anniversario: sessant'anni fa, in un hotel di San Paolo in Brasile, il poeta incontrava Bruna Bianco, poi sua musa e compagna di scrittura.
“Come ‘turma Ungà’, per il quarto anno consecutivo, organizziamo delle iniziative in memoria di Ungaretti, soprattutto per portare il suo messaggio di ottimismo e amore”, ha spiegato Massimo Branda.
Per l’occasione, saranno due i momenti che interesseranno gli eventi di quest’anno: il 25 settembre, con una giornata dedicata ai giovani tra letture e musica, e un fine settimana di tre giorni a ottobre, dal 16 al 18, con una mostra.

Il 25 settembre, una giornata per i giovani
La giornata si aprirà al mattino con un percorso dedicato agli studenti della scuola secondaria di primo grado, guidati dalla professoressa Annamaria Tosti, che rivivranno l'esperienza "Ungaretti: la parola che conquista". Accompagnati da uno zainetto, impreziosito da un logo originale disegnato dall'artista Gian Carlo Ferraris, i ragazzi partiranno dalla piazza della scuola media per un cammino che è insieme fisico e poetico: ad ogni tappa riceveranno piccoli "oggetti poetici".
Il percorso si snoderà lungo la Sternia fino a raggiungere Villa Ungà, luogo legato alle visite del poeta in città nel 1968. Ad accogliere i ragazzi sarà proprio Bruna Bianco. La mattinata si chiuderà con la ricomposizione collettiva di un puzzle poetico, per far comprendere ai più giovani che la parola è anche condivisione. Una novità arricchisce l'edizione di quest'anno: l'esperienza dei temi ungarettiani vissuta attraverso i cinque sensi nella stanza multisensoriale L'Altro Senso di Canelli.
"È un percorso a tappe che parte dalla scuola - ha spiegato Tosti - Con i nostri zainetti viviamo in maniera immersiva la poesia di Ungaretti: sono tappe in cui esploriamo in modo fisico la luce, la paura, la solidarietà, con esperienze che aiutano i ragazzi a vivere la poesia sulla propria pelle”.
La giornata proseguirà alle 21, nella chiesa di San Leonardo, con la riproposizione del Dialogo poetico tra Giuseppe Ungaretti e Bruna Bianco: una rara pubblicazione del 1968, tirata in soli 120 esemplari, che raccoglie nove poesie di Ungaretti e cinque di Bruna. La serata sarà interamente affidata ai giovani: le liriche di "Ungà" e le repliche di Bruna saranno lette dagli studenti delle Scuole Superiori Artom e Pellati di Canelli, mentre le repliche originali risuoneranno anche dalla voce della poetessa. Ad arricchire la serata, gli interventi dei danzatori del Centro Studi Danza di Canelli e del giovane musicista Matteo Rosa, con la regia di Elena Capra.
"È bello pensare che a quasi sessant'anni dal loro incontro ci sia una riproposizione di questo dialogo poetico - ha raccontato Elena Capra - anche nelle liriche, come nelle Lettere a Bruna che abbiamo messo in scena l'anno scorso, si respira l'amore appassionato che ha unito 'Ungà' e Bruna, che è diventata la sua musa ispiratrice, perché gli ha fatto nascere di nuovo una vena di scrittura. Io ho seguito così, alla lettera, le indicazioni che ha dato Bruna, perché ci teneva a mettere al centro le nuove generazioni. Così è un evento costruito tutto su misura, fruibile per gli adulti, ma gestito interamente dai giovani".

“Poeta di poeti” e l’incontro col Giappone
Il weekend di ottobre sarà invece dedicato a "Poeta di poeti", la mostra che presenta per la prima volta al pubblico una selezione di antichi dipinti giapponesi donati da Ungaretti a Bruna Bianco. L'esposizione, curata dall'esperto d'arte giapponese Paolo Linetti, troverà spazio nella chiesa di San Rocco e ha ottenuto il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano, oltre a quelli di Regione Piemonte e Provincia di Asti.
L'inaugurazione è fissata per venerdì 16 ottobre alle 18, e vedrà la partecipazione dell'ambasciatore del Giappone in Italia, Ono Hikariko, insieme al console generale Yagi. La mostra sarà visitabile, a ingresso libero, venerdì 16 ottobre dalle 18 alle 20, e sabato 17 e domenica 18 ottobre dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

Le opere in esposizione hanno una storia che si intreccia con quella della diplomazia del Novecento: prima di arrivare nelle mani di Ungaretti, i dipinti erano appartenuti al cardinale Paolo Marella, delegato apostolico in Giappone dal 1933 al 1948, per poi passare attraverso un antiquario romano. Fu lo stesso poeta, in una lettera a Bruna del 29 agosto 1968, a descrivere quelle immagini come tra le invenzioni più delicate e cariche di significato della storia umana, scegliendo di affidarle a lei.
"La collezione consta di una nutrita selezione giapponese, che arriva fondamentalmente attraverso due filoni", ha spiegato il curatore Paolo Linetti. Il primo riguarda un gruppo di stampe acquistate a Roma, in un prestigioso negozio di antiquariato: opere di fine Cinquecento, Seicento e Settecento importanti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche del contenuto. "Si è scoperto che sono trascrizioni di romanzi famosi, con un valore estetico paragonabile alla Divina Commedia o al Boccaccio dell'epoca", ha aggiunto Linetti, sottolineando come in mostra saranno esposte cinque di queste opere, insieme a una celebre testa giapponese che ne richiama il concetto estetico di fondo.





