Agricoltura - 23 settembre 2026, 10:57

Enoturismo, cocktail e qualità nel calice, Stefano Ricagno traccia il bilancio post Douja

Bilancio estremamente lusinghiero per il Consorzio dell'Asti DOCG, tra boom di visitatori internazionali e una raccolta uve ai massimi livelli qualitativi

Stefano Ricagno ritratto in occasione dell'inaugurazione della Douja d'Or 2026 - Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

Stefano Ricagno ritratto in occasione dell'inaugurazione della Douja d'Or 2026 - Ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin

A poche settimane dalle riflessioni condivise nella nostra intervista pre evento, abbiamo ricontattato Stefano Ricagno, presidente del Consorzio per la Tutela dell'Asti Docg e del Moscato d'Asti, per tracciare un bilancio a caldo della Douja d'Or e fare il punto sull'andamento della vendemmia.

Qual è il bilancio dell'evento per il Consorzio e per le denominazioni tutelate?

La manifestazione è andata oltre le aspettative. Con il Consorzio dell'Asti, insieme al Vermouth, abbiamo registrato un'ottima partecipazione. Siamo riusciti a divulgare al meglio l'abbinamento tra i due prodotti, valorizzandoli anche attraverso i cocktail. Siamo estremamente contenti di riscontrare una rinnovata attenzione per il territorio, per il Piemonte e per l'enoturismo in generale.
 

Tra i banchi d'assaggio si è notata una presenza marcata di pubblico estero. Cosa dicono i dati a riguardo?

I dati confermano una netta prevalenza di turisti stranieri rispetto agli italiani. È una tendenza ben visibile anche in città: sono arrivati svizzeri, americani e tantissimi francesi. Un segnale molto positivo, perché dimostra l'importanza dei mercati di prossimità anche per la commercializzazione ordinaria. Sul piano dell'accoglienza dobbiamo semplicemente farci trovare pronti e riservare ai visitatori la giusta attenzione.

Gli under 35 mostrano un avvicinamento concreto verso il mondo del Moscato d'Asti?

L'interesse da parte delle fasce giovani c'è ed è evidente. L'obiettivo primario su cui dobbiamo continuare a lavorare con costanza resta però quello di stimolare e coinvolgere sempre di più anche il consumatore di casa.

Su quali direttrici si sta concentrando il lavoro di promozione del Consorzio?

In questo momento il lavoro è focalizzato soprattutto sull'Asti Rosé e sul settore della mixology. Sono queste le priorità sulle quali stiamo investendo e lungo le quali intendiamo proseguire. Il percorso è appena cominciato.

Venendo alla vendemmia, che bilancio se ne può fare dal punto di vista quantitativo e qualitativo?

Sul piano quantitativo siamo perfettamente in linea con le rese stabilite a livello legale, senza deficit nei volumi: la vigna ha prodotto esattamente quanto necessario. Sotto il profilo qualitativo, invece, una vendemmia così bella e così buona non l'avevo mai vista: garantirà un livello eccellente nel calice.

Gabriele Massaro

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