Il recente dibattito a Palazzo Lascaris sul disegno di legge dedicato all’autonomia differenziata accende un duro scontro politico sulle coperture economiche e sulla tenuta dei conti pubblici. A sollevare dubbi di fondo sull'impianto complessivo della riforma è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabio Isnardi, che definisce contraddittorio chiedere più deleghe mentre le entrate territoriali subiscono una contrazione.
Al centro della reazione dell'esponente dem vi è la preoccupazione per il saldo negativo del gettito fiscale piemontese, stimato in una perdita di quasi 190 milioni di euro. Una flessione che interviene in un quadro finanziario già complesso, appesantito dalle difficoltà nel recuperare i crediti arretrati. Scettica anche l'ipotesi di compensazioni da parte dello Stato: guardando ai precedenti storici dell'abolizione dell'imposta sulla prima casa, i ristori promessi agli enti territoriali non hanno mai colmato interamente i vuoti lasciati nel tempo.
Lo scenario prospettato da Isnardi delinea un doppio rischio per la cittadinanza. Da una parte, l'eventualità di una nuova stretta fiscale, replicando manovre già viste come l'incremento dell'Irpef o il bollo applicato ai veicoli ibridi; dall'altra, un progressivo deterioramento delle prestazioni essenziali. "Le Regioni già gestiscono Sanità e Scuola. È inutile offrire più autonomia se mancano i fondi per esercitarla: le liste d'attesa rimarranno interminabili e peggioreranno trasporti e istruzione nelle aree interne", sottolinea Fabio Isnardi, evidenziando come i territori periferici rischino di pagare il conto più salato.
Una divergenza non solo economica ma anche strategica, che ha motivato il voto contrario del gruppo dem al provvedimento. La visione rivendicata da Isnardi contrappone al regionalismo competitivo una cooperazione incentrata sui municipi: "La nostra proposta mette al centro i comuni e i sindaci, che garantiscono ogni giorno scuola, trasporto e protezione civile. Serve un modello solidale e costituzionale, non regole che creano nuovi muri tra territori", conclude il consigliere, ribadendo la necessità di istituzioni più prossime ai bisogni reali della collettività.





