La scorsa settimana ho iniziato ad invitare alla scoperta di arte contemporanea, storia, architettura e bellezza concentrate in diciannove Comuni tra Astigiano e Alessandrino a valorizzarsi grazie alle opere di sessantacinque artisti. Museo diffuso inaugurato lo scorso 11 settembre e in scena fino al 4 ottobre, seguendo un ben chiaro e corretto filo conduttore, “Di marne feconde, un mare”: la memoria del sottosuolo, bagnato dal mare nel pliocene, portato a tema espositivo. Già solo questo non può che spingere alla scoperta e sicuramente induce a non fermarsi ad una sola puntata di rubrica. Non bastasse, a conferma che non ci manchi di certo fascino di storico costruito, nella trentina di sedi scelte, il legame con la storia è profondo, così come con l’architettura e le meglio tradizioni locali. Ex chiese, castelli, antiche costruzioni di pregio e spazi dall’evidente valenza simbolica sono lo scenario perfetto in cui ambientare le opere d’arte di Germinale. Tutte perfette a comporre un vero e proprio viaggio sensoriale, unico e raro. Raro e imperdibile, da cogliere in fretta, nel senso che termina tra una decina di giorni. Viaggio che motiva alla grande giorni e giorni di vacanza nell’Astigiano, certi di aver qualcosa di speciale da ricordare, certi di vivere un’esperienza da raccontare.
Fatto ‘sto pistolotto introduttivo, sinceramente sentito, andiamo alle nuove proposte di visita. Dopo Asti, Rinco, Frinco e Cocconato della scorsa puntata, oggi Portacomaro, Montiglio, Piovà Massaia e Grazzano Badoglio.
Itinerario che farei partire dalla Casa dell’Artista di Portacomaro, luogo di cultura a ridosso dell’antico Ricetto, ospitato in due fabbricati di origine medioevale, restaurati a dovere dai primi anni duemila. Struttura che ospita numerose iniziative tra cui mostre d’arte, proiezioni cinematografiche e presentazioni di libri. Luogo perfetto ad esaltare il valore dei dipinti di Enrico Tealdi, maestro nel dare capacità alle immagini di rappresentare esperienze e tracce del vissuto, con una pittura non descrittiva, ma dalle atmosfere sospese, astrazioni che evocano invece di raccontare.
Seconda tappa a Montiglio, per rimirare uno dei migliori esempi del Romanico Astigiano, la pieve di San Lorenzo. Chiesa cimiteriale edificata intorno alla metà del XII secolo, con l’interno caratterizzato dalla presenza di capitelli in pietra di eccezionale valore artistico. Apparato scultoreo dove si declina in modo emozionante l’immaginario medioevale, alternando a raffinati motivi vegetali inquietanti volti diavoleschi e creature dalla forte simbologia sacra, cherubini, grifoni e così via. Un posto veramente speciale, reso ancor più affascinante da Micromondi, opera collettiva delle scuole di otto plessi scolastici che ha coinvolto 460 bambini di Cocconato, Castell’Alfero, Calliano, Frinco, Montiglio, Murisengo, Portacomaro e Vignale. Artisti in erba, guidati da Gregorio Furnari, scultore neo surreale primitivo, per dare vita a un grande archivio fossile collettivo.
Dopo Montiglio, Piovà Massaia, dove la sede espositiva è nell’ex asilo Umberto I, complesso sorto nella seconda metà dell’Ottocento. Di notevole valore storico e costruttivo sono le sue “gessate”, tradizionali pannelli in gesso decorati, tipici dell’area astigiana, posti ad arricchire i solai lignei. Luogo d’esposizione delle terracotte di Marguerite Kahrl, artista e designer ecologica, che propone gli “Irrigators”: vasi in terracotta porosa, prima interrati, documentati in video, e successivamente trasformati in sculture da galleria. Assieme a Marguerite, il “Teatro nomade” di Agata Ferrari Bravo, i cui lavori riportano agli immaginari dell’infanzia e ai folklori di mondi rurali ormai scomparsi.
Ultima tappa a Grazzano Badoglio, nella sontuosa parrocchiale dei Santi Vittore e Corona, complesso fondato nella seconda metà del X secolo che comprende la chiesa, un piccolo chiostro romanico e il terrazzo belvedere dell’abside. Affidata per secoli ai monaci benedettini, domina ancora oggi il borgo dall’alto della sua posizione collinare. Chiesa che custodisce affreschi e dipinti del Moncalvo, uno spettacolare coro ligneo intarsiato del tardo Cinquecento, un organo Lingiardi, risalente al 1860, e diverse altre prestigiose opere pittoriche, tra cui una tela seicentesca del maestro barocco Andrea Pozzo. In tutto questo sfarzo ben si inserisce l’installazione scultorea “Abbondanza”, allestita nel chiostro terrazzato. Opera di notevole impatto, che potete ammirare in foto, di Johannes Pfeiffer, esperto di Land Art e di installazioni ambientali, nato in Germania, ma da tempo torinese.





