Attualità - 27 settembre 2026, 06:52

Parco Paleontologico, cinque progetti per investire sul futuro delle aree protette

Dalla tutela della biodiversità alla prevenzione del dissesto idrogeologico: in programma nuove zone umide, circa 600 alberi e arbusti, interventi sui sentieri e il recupero degli affioramenti fossiliferi

Il parco di Rocchetta Tanaro

Il parco di Rocchetta Tanaro

Tre anni di interventi per proteggere la biodiversità, contrastare il dissesto idrogeologico e valorizzare il patrimonio naturalistico e paleontologico dell’Astigiano. È il programma di lavori che il Parco Paleontologico Astigiano sta portando avanti nelle aree protette del territorio grazie a cinque progetti finanziati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).

Un piano articolato che interesserà la Riserva Naturale della Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande, il territorio di Rocchetta Tanaro, con il Parco Naturale e il Verneto, e i siti della Rete Natura 2000 Stagni di Belangero e Valmanera, compresa l’area di Villa Paolina ad Asti.

“La capacità di progettazione dell’Ente, insieme alla scelta di investire in nuovi piani di azione anche ai fini della fruizione didattica, è stata premiata dalla Regione attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale”, spiega la presidente del Parco Sara Rabellino. “Si tratta di un risultato particolarmente significativo che ci consentirà di concretizzare interventi che non potremmo mettere in pratica con le nostre sole risorse economiche”.

Il recupero degli affioramenti fossiliferi

Uno dei cinque progetti è già arrivato alla conclusione. Con un investimento di 500 mila euro, l’intervento ha permesso di recuperare e valorizzare l’affioramento fossilifero Gonella, in Valle Botto, particolarmente ricco di conchiglie risalenti all’antico Mare Padano.

Il sito sarà collegato al geosito Graziano, visitato ogni anno da migliaia di persone, attraverso un nuovo sentiero che comprende anche un ponticello sul rio Cipollina. Un intervento che punta quindi non solo alla conservazione del patrimonio paleontologico, ma anche a migliorarne l’accessibilità e la fruizione.

Più avanti sarà invece interessato dai lavori anche l’affioramento Baloira, sempre con l’obiettivo di valorizzare uno dei patrimoni più caratteristici del territorio astigiano.

Lotta al dissesto e tutela della biodiversità

Una parte consistente del programma riguarderà la prevenzione e il contrasto del dissesto idrogeologico. In particolare, nella Riserva Naturale della Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande saranno realizzati interventi di ingegneria naturalistica per consolidare e ripristinare versanti e corsi d’acqua interessati da fenomeni di instabilità ed erosione.

Un tema particolarmente importante per un’area naturale che nel 2025 ha celebrato i 40 anni dalla sua istituzione e che si trova a pochi chilometri dal capoluogo.

Gli investimenti interesseranno anche direttamente la tutela degli habitat. Il Parco procederà all’acquisto di aree ad alta valenza naturalistica, alla lotta contro le specie vegetali invasive e al rafforzamento della protezione di specie rare, tra cui il Cistus salvifolius, arbusto perenne caratterizzato da una particolare fioritura. Prevista inoltre la sistemazione di alcune aree attrezzate destinate alla sosta.

Sul fronte del patrimonio arboreo, il programma prevede la messa a dimora di circa 600 esemplari autoctoni, tra alberi e arbusti, con l’obiettivo di aumentare la presenza di vegetazione e creare nuovi polmoni verdi a beneficio dell’ambiente.

Nuove zone umide per tritone e moscardino

Particolare attenzione sarà dedicata alla conservazione degli habitat più fragili e delle specie vulnerabili. Nel Parco Naturale di Rocchetta Tanaro saranno realizzati interventi per favorire la presenza, o il ritorno, di due specie considerate importanti indicatori della qualità ambientale: il tritone crestato e il moscardino, entrambe già oggetto di monitoraggio.

Per il tritone saranno create nuove zone umide attraverso interventi nell’area di Fonte Canà, mentre in un ex noccioleto abbandonato verranno recuperate le condizioni ambientali necessarie alla presenza del moscardino, piccolo e raro roditore.

Nuove zone umide dedicate alla tutela del tritone crestato saranno realizzate anche nel sito di Valmanera.

Gli stagni di Belangero e la testuggine palustre

Un altro intervento significativo riguarderà gli stagni di Belangero, dove la riqualificazione ambientale sarà finalizzata a ricostituire un habitat favorevole alla riproduzione della testuggine palustre autoctona.

Il progetto prevede anche l’immissione di una nuova colonia e l’installazione di una barriera antiintrusione per proteggere gli animali dai predatori.

Sempre a Rocchetta Tanaro, particolare attenzione sarà riservata al Verneto, un bosco caratterizzato dalla presenza quasi esclusiva di ontani neri. Il cambiamento climatico sta infatti determinando una progressiva riduzione delle superfici impaludate, mentre nelle aree circostanti si sta registrando l’attecchimento di specie arboree esotiche e invasive.

Gli interventi serviranno quindi a preservare questo particolare habitat e a contrastare le minacce che ne stanno modificando le caratteristiche.


 

Redazione

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