La ripresa dei lavori del consiglio comunale di Asti, la cui prossima seduta è in programma questa sera, riaccende lo scontro politico sulle scelte strategiche per la città. In occasione della seduta che vedrà la giunta tornare al completo insieme al primo cittadino, Maurizio Rasero, l'intero fronte delle minoranze ha diffuso una presa di posizione congiunta per denunciare mesi di stallo decisionale e chiedere di affrontare senza ulteriori indugi cinque partite cruciali prima del termine del mandato.
Secondo quanto evidenziato dai gruppi consiliari di opposizione, la prolungata assenza e le frequenti uscite dall'aula del sindaco – determinate dal doppio ruolo di amministratore e banchiere e dai correlati conflitti d'interesse – avrebbero di fatto paralizzato l'attività dell'ente, lasciando in sospeso tutti i dossier più rilevanti e affidando la continuità della macchina municipale unicamente al lavoro e alla dedizione dei dipendenti pubblici. Con il ritorno dell'esecutivo al completo, tuttavia, per le minoranze "ora non ci sono più scuse", ed è indispensabile avviare un confronto responsabile su tematiche che condizioneranno il futuro della comunità.
Viabilità urbana e dossier partecipate
Tra le criticità più urgenti segnalate dalle forze di minoranza spicca il tema della mobilità. Con la ripresa delle attività scolastiche, il traffico urbano è tornato a livelli critici e l'inquinamento atmosferico è salito a livelli definiti insostenibili, pur in assenza dell'accensione degli impianti termici. A fronte di queste difficoltà, le opposizioni ricordano di aver già avanzato piani d'intervento mirati per snellire alcuni snodi particolarmente complessi, con particolare riferimento all'area tra piazza Torino e viale Don Bianco e all'asse di corso Savona.
Altrettanta preoccupazione desta il destino delle aziende partecipate del territorio, a partire da Asp e Gaia. Per entrambe le realtà si profilano passaggi e scadenze decisive per la continuità operativa. Sul fronte del ciclo idrico integrato e degli acquedotti provinciali, le minoranze sollecitano una posizione netta da parte del Comune per blindare la gestione pubblica del servizio, scongiurando il rischio che la gestione finisca a gara a decorrere dal 2030.
Occupazione, emergenza abitativa e la vicenda di Collina Volta
Il documento delle minoranze riserva un passaggio allarmato anche alla situazione economica e produttiva locale. All'orizzonte si profila infatti una stagione complessa sul versante dell'occupazione, con circa quattrocento addetti dei call center cittadini che rischiano la definitiva cessazione delle sedi operative.
A questo quadro si sommano le questioni legate al patrimonio e alle politiche abitative. Le opposizioni denunciano l'apertura, avvenuta senza informare l'aula consiliare, di una controversia con l'agenzia per la casa in merito a spese non saldate per una cifra vicina al milione di euro all'anno. Un mancato accordo, avvertono i consiglieri, potrebbe compromettere la manutenzione degli alloggi popolari e generare un'esposizione debitoria ingestibile. Resta inoltre disatteso l'impegno, originariamente introdotto nel bilancio di previsione su emendamento delle minoranze, per una ricognizione organica degli immobili inutilizzati sul territorio comunale, strumento utile ad attrarre investimenti e definire nuove destinazioni d'uso.
Infine, l'attenzione si concentra sul contenzioso trentennale relativo agli espropri di Collina Volta. Le opposizioni lamentano che l'amministrazione abbia deciso di procedere con le operazioni di riscossione integrale delle somme a carico dei proprietari – comprensive di spese legali e interessi maturati – senza approfondire le opzioni tecniche alternative disponibili.
Per l'opposizione, la maggioranza guidata da Rasero deve ora compiere una scelta: continuare a temporeggiare fino al termine della consiliatura oppure aprire finalmente in consiglio comunale un dibattito costruttivo basato su proposte chiare e attuabili.





