Politica - 28 settembre 2026, 11:41

Disabilità e bilancio, l'assessore Zollo replica alle osservazioni di Marco Castaldo

"Le misure suggerite per domotica, trasporti e assistenza - argomenta - presentano costi insostenibili se non si chiarisce dove reperire i fondi o quali voci tagliare"

L'assessore ai Servizi Sociali Eleonora Zollo

L'assessore ai Servizi Sociali Eleonora Zollo

Le osservazioni contenute nel documento di Marco Castaldo colgono un punto reale: le politiche sulla disabilità richiedono più risorse, più servizi e maggiore continuità. È corretto affermare che i 400 euro destinati ai caregiver sono insufficienti e che i progetti di Vita Indipendente, pur più consistenti, non riescono a coprire tutti i potenziali beneficiari. Questa analisi è legittima e merita attenzione.

Tuttavia, la critica si ferma a un livello di enunciazione di principio, senza mai affrontare il nodo centrale: come si realizzano concretamente le misure proposte? E soprattutto: con quali risorse economiche?

Il documento elenca una serie di interventi – domotica, adattamento abitativo, team dedicato, sostegno psicologico, politiche del lavoro, trasporto gratuito, iniziative sociali – che, se presi singolarmente, sono condivisibili. Ma non viene indicato:

  • il costo stimato di ciascuna misura;
  • la platea dei potenziali beneficiari;
  • la sostenibilità finanziaria nel bilancio comunale;
  • le priorità da adottare quando le risorse sono limitate;
  • quali servizi dovrebbero essere ridotti o eliminati per finanziare quelli proposti.

In altre parole, il documento non costruisce un modello di intervento, ma solo un elenco di desiderata.

Le proposte avanzate da Marco Castaldo comportano un impatto economico molto elevato. Se il Comune dovesse finanziare:

  • adattamenti abitativi (costi medi 8.000–25.000 € per intervento);
  • domotica avanzata (3.000–10.000 € per nucleo);
  • un team dedicato alla Vita Indipendente (personale specializzato, almeno 150.000 € annui);
  • trasporto gratuito (costi strutturali e di personale);
  • sostegno psicologico continuativo;
  • politiche attive del lavoro dedicate;
  • le risorse disponibili verrebbero assorbite quasi interamente da questi servizi, lasciando poco o nulla per i contributi diretti agli assistiti.

È un punto che il signor Castaldo non considera: ogni euro destinato ai servizi è un euro sottratto ai contributi individuali, e viceversa. Senza una chiara gerarchia delle priorità, la critica rimane astratta.

Un’amministrazione non può limitarsi a dire “servono più servizi”. Deve:

  • definire cosa è prioritario;
  • stabilire cosa è sostenibile;
  • indicare cosa è finanziabile oggi e cosa richiede risorse regionali o nazionali;
  • spiegare come si distribuiscono equamente risorse limitate.

Il signor Castaldo non affronta nessuno di questi passaggi. Si limita a chiedere “tutto”, senza dire come e con quali mezzi.

La critica è legittima, ma rimane sul piano dei principi. Le proposte avanzate, se attuate integralmente, assorbirebbero la totalità delle risorse disponibili, lasciando gli assistiti senza contributi diretti. Senza un piano operativo, una stima dei costi e una definizione delle priorità, la critica non si traduce in una politica praticabile.

Eleonora Zollo - Assessore comunale ai Servizi Sociali
 

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